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Ticino
"Ci vogliono nuovi criteri per la crescita economica"
"Ci vogliono nuovi criteri per la crescita economica"
"Ci vogliono nuovi criteri per la crescita economica"
Redazione
11 anni fa
Lo chiedono i deputati Michela Delcò Petralli, Raoul Ghisletta e Giorgio Fonio tramite una mozione al Governo

In una mozione presentata al Consiglio di Stato, i deputati Michela Delcò Petralli (Verdi, prima firmataria), Raoul Ghisletta (PS) e Giorgio Fonio (PPD) chiedono che la politica economica del Cantone venga orientata verso nuovi criteri per promuovere sbocchi occupazionali per i residenti e per uno sviluppo economico sostenibile in Ticino, finora concretizzato "solamente in minima parte":

Troppo spesso, fanno notare i tre interroganti, gli studi commissionati dall'Ente pubblico per costruire la propria strategia di "crescita economica" prendono in considerazione solo fattori come le specializzazioni economiche e la loro rilevanza concorrenziale nel contesto internazionale. Ma le politiche economiche non dovrebbero garantire solo la crescita delle aziende e i posti di lavoro, ma soprattutto il benessere e la qualità di vita della popolazione.

A tal proposito la sofferenza del mondo del lavoro è palese, sottolineano i tre deputati: "Dal secondo trimestre 2002 al secondo trimestre 2015 il numero dei posti di lavoro nei settori secondario e terziario in Ticino è salito di 29'200 unità (da 158'800 a 188'000), mentre il numero dei lavoratori frontalieri di 30'644 persone (da 31'911 a 62'555: quindi è aumentato di più rispetto agli impieghi). Nello stesso periodo il numero di disoccupati ILO è raddoppiato fissandosi quota 11'100 e quello dei sottoccupati ha raggiunto il record di 18'800. In totale quindi ci sono 29'900 persone con carenza di lavoro nel nostro Cantone, pari a un tasso del 17,5%".

"Il numero dei disoccupati e sottoccupati" aggiungono i tre granconsiglieri, "è aumentato di pari passo con quello dei posti di lavoro e dei frontalieri. È da rilevare in proposito che uno studio dell’Ufficio cantonale di statistica dimostra che i profili professionali di frontalieri e residenti sono sempre più simili: per contro i livelli salariali fra frontalieri e lavoratori residenti sono sempre più distanti".

Secondo il contestato studio commissionato all'IRE sulla situazione del mercato del lavoro ticinese negli anni successivi all'introduzioni dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone, le aziende interpellate affermano invece che il criterio di scelta dei candidati non è il salario ma i "profili più adatti dei candidati d'oltre frontiera".

"Nella denegata e contesta ipotesi in cui si dovesse considerare veritiero quello che affermano le 328 aziende interpellate dall'IRE", scrivono Delcò Petralli, Fonio e Ghisletta, "si deve concludere che in Ticino si insediano aziende e si creanno posti di lavoro "adatti" solo alla manodpera frontaliera".

Secondo i deputati per invertire questa tendenza occorre da un lato investire nel settore della formazione e dall'altro promuovere politiche economiche che facciano crescere i settori in grado di offrire sbocchi occupazionali alla manodopera locale a salari svizzeri. È inoltre di vitale importanza, aggiungono, che il raro territorio cantonale ancora disponibile venga utilizzato al meglio per favorire l'occupazione dei residenti.

Per questo motivo, concludono gli interroganti, gli studi commissionati dal Cantone o sui quali si basa il Cantone per elaborare le politiche economiche devono essere orientati a cinque criteri fondamentali: gli sbocchi occupazionali per i residenti; i livelli salariali dei posti di lavoro; la tipologia di contratti di lavoro (occorre privilegiare il tempo pieno al tempo parziale, il tempo indeterminato ai contratti precari); l’impatto ambientale e territoriale delle attività economiche che si intendono promuovere; un rapporto razionale tra gli investimenti e i costi ricorrenti a carico degli enti pubblici e i ricavi per gli enti pubblici e la popolazione residente determinati dai vari tipi di azienda/settori economici che si intendono promuovere.

Delcò Petralli, Ghisletta e Fonio chiedono inoltre che venga presentato al Parlamento un rapporto sulle zone industriali e sulla promozione economica sinora realizzata, alla luce dei cinque criteri sopra indicati.

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