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Ticino
"Ci stiamo attivando per evitare dei licenziamenti"
Redazione
18 anni fa
Credit Suisse cancellerà 650 posti in Svizzera. La portavoce Gabriela Cotti-Musio non esclude licenziamenti anche in Ticino (VIDEO E AUDIO)

Credit Suisse (CS) ha chiuso il 2008 con una perdita di 8,22 miliardi di franchi. Nel solo quarto trimestre il passivo è stato di 6,02 miliardi: i dati sono peggiori rispetto alle previsioni degli analisti. Il CEO dell'istituto Brady W. Dougan ha fatto sapere in un comunicato che "i risultati per l'intero esercizio sono chiaramente deludenti, ma abbiamo iniziato il 2009 con una base di capitale molto solida". I pronostici per l'esercizio in corso sembrano però favorevoli: "Abbiamo fatto registrare un ottimo inizio del 2009, con risultati redditizi in tutte le divisioni", ha indicato ancora Dougan. Saltano 5'300 posti di lavoro, 650 in Svizzera Entro la fine dell'anno Credit Suisse sopprimerà comunque 5'300 posti di lavoro nel mondo, pari all'11% dei suoi effettivi. La notizia dei tagli, già annunciati in dicembre, è stata confermata stamane a Zurigo. La banca aveva allora indicato di voler eliminare circa 650 impieghi in Svizzera. A livello di gruppo, nell'Investment Bank il numero dei collaboratori era già diminuito da 21'300 a 19'700 (-8%) da fine settembre a fine dicembre, ha indicato stamane Credit Suisse. Nel corso del 2009 l'effettivo della divisione all'origine delle difficoltà attuali della banca sarà ridotto a un totale di 17'500. A fine 2008, Credit Suisse impiegava 47'800 dipendenti, 2'500 in meno rispetto a tre mesi prima.La situazione in TicinoIn Ticino ci saranno licenziamenti o una perdita di posti di lavoro? "Non posso dare cifre che riguardano il Ticino", ci dice Gabriela Cotti-Musio, portavoce di CS Ticino. "Questo perché ci stiamo attivando per evitare di arrivare a dei licenziamenti". "Stesso discorso - aggiunge - per l'eventuale perdita di posti di lavoro in Ticino". Va però detto che i più toccati dalla misura sono i posti amministrativi di CS, che per la maggior parte sono nella sede centrale di Zurigo. Il commento di Laura Sadis"E' difficile fare commenti. Se ne fanno già tanti", premette Laura Sadis. "Mi dispiace - aggiunge la direttrice del DFE - dovere constatare che istituti di credito che hanno fatto delle scelte ponderate senza avventurarsi in rischi eccessivi per finire paghino anche le conseguenze di un settore finanziario non in ottima forma".

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