
"Roman Polanski non verrà a Locarno. Dovrei essere soddisfatta? No, non lo sono. Perché per ogni caso di abuso sessuale su un minorenne, che sia successo ieri o quasi 40 anni fa, ci sono solo perdenti e tanta sofferenza".
Commenta così Myriam Caranzano Maitre, direttrice di ASPI (Fondazione Svizzera italiana per il sostegno l'aiuto e la protezione dell'infanzia) la decisione di Roman Polanski di non apparire al Festival di Locarno.
Secondo Caranzaro l'abuso sessuale è un problema frequente e grave. In un suo intervento lo scorso 29 luglio aveva sottolineato che non si può perdonare tutto in nome dell'arte, cercando di attirare l'attenzione sull'incoerenza che riguarda vari aspetti di questa problematica. La dottoressa ha cercato soprattutto di dare voce a quelle vittime che hanno diritto alla stessa empatia dimostrata verso Polanski.
"A chi ha subito un abuso sessuale" si legge nel comunicato diramato quest'oggi dalla dottoressa, "nulla potrà far archiviare questo trauma, ne potrà cancellare la sofferenza e le conseguenze che è costretto a portarsi addosso per tutta la vita. Anche chi ha perdonato".
Caranzaro tiene a precisare che non era sua intenzione agire contro il Festival di Locarno, ma spera che questa esperienza "possa insegnarci che ci sono sensibilità che non possono essere toccate così profondamente, perché tutti i reati, quello dell'abuso sessuale su un bambino o su una bambina è tra i più orrendi, con conseguenze che durano per tutta la vita".
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