
Giovedì 25 settembre si è svolto a Paradiso l’incontro annuale sull’integrazione degli stranieri, promosso dal Dipartimento delle Istituzioni.
Quest’anno il tema centrale era “Integrazione ed esclusione sociale nell’agglomerato di Lugano”.
Introdotto dal Consigliere di stato Norman Gobbi, l’incontro – che ha visto fra i relatori anche la responsabile dell’Ufficio del dicastero integrazione e informazione sociale della Città di Lugano – è stato concluso dal Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri, Francesco Mismirigo.
Il delegato ha messo l’accento su un aspetto poco tematizzato nell’ambito delle iniziative volte a favorire l’integrazione, il dialogo, la convivenza positiva fra le molte comunità nazionali ed etniche che popolano la Città di Lugano.
Oggi, prendendo spunto dall'intervento di Mismirigo, quattro consiglieri comunali di Lugano, Martino Rossi (PS), Giovanni Bolzani (PLR), Simonetta Perucchi (PPD) e Raoul Ghisletta (PS), presentano un'interrogazione al Municipio proprio sull'integrazione tra varie comunità nazionali ed etniche.
"Il tema dell’integrazione sociale e culturale nella nostra realtà è generalmente trattato a partire dal dualismo svizzeri – stranieri" sottolineano i quattro consiglieri comunali. "In realtà questi due aggregati sono eterogenei e non sempre i rapporti al loro interno sono i migliori che possano essere auspicati: si pensi, forse più in passato che oggi, alle relazioni fra svizzeri italofoni e germanofoni e, oggi, ai molti cittadini di provenienza balcanica (ex-jugoslavi) o a quelli di varia provenienza (balcanica e Medio Orientale, ma anche più lontana) accomunati dalla religione islamica, ma con riferimenti differenziati e organizzati non in una ma in più comunità."
"Non vi sono, per ora, problemi maggiori di convivenza nella città e nei suoi quartieri, né con gli autoctoni, né fra di loro" precisano gli interroganti.
"Tuttavia, il riflesso della guerra che ha lacerato la ex-Jugoslavia e quello delle rivalità interne al mondo musulmano e delle guerre che hanno lacerato e lacerano il Medio Oriente oggi generano tendenzialmente una certa incomunicabilità fra le rispettive comunità e associazioni, che non favorisce la piena integrazione nella realtà locale, integrazione che dovrebbe portare al superamento di quelle rivalità" scrivono i quattro consiglieri comunali. "Poiché, è stato ricordato, è ovviamente meglio prevenire che curare lo sviluppo di eventuali tensioni e conflitti, per la Città – come per ogni altro Comune caratterizzato da una presenza numerosa di persone appartenenti a queste comunità – è opportuno individuare eventuali situazioni critiche e intervenire tempestivamente per favorirne il superamento."
Rossi, Bolzani, Perucchi e Ghisletta pongono quindi al Municipio le domande seguenti:
"Il Municipio è a conoscenza di fenomeni di ostilità, o perlomeno di incomunicabilità, fra le diverse comunità originarie della Ex-Jugoslavia (Serbi, Croati, Bosniaci, Kosovari, Montenegrini…) che risiedono a Lugano?"
"Analogamente, è a conoscenza di rivalità e incomunicabilità fra diverse comunità e organizzazioni di persone di religione islamica?"
"Come valuta le diverse situazioni?"
"Ci si possono aspettare sviluppi critici (tensioni, veri e propri conflitti), oppure non vi sono segnali in questa direzione?"
"Ritiene che il Dicastero integrazione e informazione sociale della Città, visti i mezzi limitati a disposizione, debba differenziare le sue iniziativa orientandole maggiormente verso le situazioni potenzialmente critiche?"
"Il Dicastero è dotato di risorse sufficienti per operare in ottica di prevenzione (informazione, accoglienza, accompagnamento, formazione linguistica, lavoro), anche usufruendo delle risorse che la Confederazione, attraverso il Cantone, mette a disposizione del Comune?"
"Quali eventuali progetti e iniziative sono già in atto, o potrebbero essere elaborati, per prevenire eventuali sviluppi indesiderati nell’ambito delle relazioni fra comunità etniche e religiose?"
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