
La pandemia di COVID-19 sta toccando duramente l’economia ticinese e tra le varie misure varate dalla Confederazione e dal Cantone a sostegno delle imprese e dei collaboratori sono state trovate alcune soluzioni anche a sostegno degli indipendenti, che inizialmente venivano esclusi dal diritto alle indennità per lavoro ridotto. Ma ci sono ancora alcune categorie professionali che sono escluse da questi aiuti. Lo fa notare il gruppo PPD di Lugano, primo firmatario Lorenzo Beretta Piccoli, che in un'interrogazione al Municipio chiede quali misure vi sono a sostegno dei collaboratori su chiamata per la città.
"Essendo tutte le attività culturali, sportive, ecc. al momento bloccate, la maggior parte dei collaboratori su chiamata non viene più impiegata con conseguenti ripercussioni finanziarie non indifferenti soprattutto per quel che concerne i redditi più deboli" si legge nell'interrogazione. "Ci si chiede pertanto se la Città abbia valutato degli interventi specifici a sostegno di questa categoria".
Le domande al Municipio
▪ Quanti sono i collaboratori su chiamata di cui si avvale la Città di Lugano?
▪ Quanti di questi non sono più stati impiegati o hanno subito riduzioni nel grado di occupazione a partire dall’emergenza COVID-19?
▪ Sono state pensate delle misure a sostegno di questa categoria ed in particolare nei confronti dei redditi più deboli?
▪ Ci sono dei collaboratori su chiamata che sono stati impiegati specificatamente per far fronte all’emergenza COVID-19? Se sì, quanti?
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