
"Ci siamo rotti". Questo lo slogan della manifestazione di protesta, iniziata alle 17 in piazza Dante a Lugano, contro l'aumento dei premi delle casse malati e le penalizzazioni dei frontalieri confrontati con lo scudo fiscale. UNIA scende in piazza, ma questa volta arrivano anche numerosi frontalieri sostenuti dalla CGIL, il principale sindacato italiano. Insieme "per rafforzare i diritti" "Mentre le conseguenze della crisi economica si abbattono su salariati e popolazione - si legge in un comunicato diramato nel pomeriggio da Saverio Lurati di UNIA - ...padronato, parlamento e consiglio federale intensificano l’opera di smantellamento dello stato sociale. Con la manifestazione indetta oggi a Lugano da UNIA e dall’USS Ticino e Moesa, prosegue e si rafforza l’impegno sindacale per contrastare l’emergenza sociale e per affermare i diritti e le tutele più elementari. La votazione popolare dello scorso 29 novembre, nella quale la popolazione ha respinto seccamente nuovi sgravi fiscali a favore delle aziende che oggi registrano utili, ha lanciato un forte segnale al governo. È necessario un cambio radicale di politica attraverso la concretizzazione di misure a sostegno dei salariati, dei disoccupati, dei giovani, delle donne e degli anziani". Casse malatiAncora Lurati: "In un momento in cui in Ticino 15'000 persone non sono più in grado di pagare i premi della cassa malati (un vero e proprio flagello sociale) per contrastare le speculazioni delle lobby assicurative è necessario rilanciare la proposta di una cassa malati unica con premi sostenibili anche per redditi modesti". Scudo fiscale"I frontalieri - fa notare infine Lurati - non sono evasori fiscali. Con il loro lavoro contribuiscono a produrre ricchezza e pagano le imposte alla fonte (poi riversate in parte ai loro comuni di residenza) fino all’ultimo centesimo. Chiediamo pertanto di esonerare come per altri soggetti i frontalieri dall’applicazione dello scudo fiscale e dal monitoraggio fiscale e iniziamo oggi un percorso di forte mobilitazione".
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