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Ticino
“Ci sentiamo un po’ discriminati”
Redazione
6 anni fa
Massimo Suter accetta “con spirito solidale” la decisione di imporre le mascherine per i camerieri, ma si chiede perché l’obbligo non sia stato esteso anche ad altri settori

È di oggi la decisione del Consiglio di Stato di imporre la mascherina ai camerieri in ristoranti e locali pubblici. Decisione che entrerà in vigore il 20 luglio e durerà almeno fino 9 agosto, data in cui il Governo sceglierà se rinnovare o concludere anche le altre misure. Radio3i ha interpellato Massimo Suter per avere il suo punto di vista sulla questione: “La categoria prende atto e condivide con spirito solidale la decisione del Consiglio di Stato”, ha esordito il Presidente di GastroTicino.

Prevedete ripercussioni?
“Sicuramente non è l’oggetto più amato dal personale nel periodo estivo, ma nell’interesse della salute pubblica e dei nostri clienti faremo quest’operazione senza indugi”

Fino ad ora era solo una raccomandazione che da lunedì si trasformerà in obbligo. In diversi avevano scelto di non utilizzarla, come mai?
“Si pensava che essendo il contatto tra camerieri e clienti molto corto non ci fosse questa necessità. Evidentemente però questa misura precauzionale non è stata ritenuta sufficiente dal Governo e noi ci adeguiamo”

Quest’obbligo vale per la ristorazione, non per altri settori forse altrettanto delicati, vi sentite sotto i riflettori?
“Ci sentiamo anche un po’ discriminati, non tanto per un discorso di ‘noi sì e loro no’ ma per garantire la sicurezza della clientela. Se c’è contatto tra cliente e cameriere succede lo stesso tra cliente ed operatore in un negozio della grande distribuzione. Quindi credo che sia motivo di interesse per tutti cercare di estendere l’obbligo della mascherina anche a chi opera in altri settori economici”

Si temeva per il settore della ristorazione, che ha subito i contraccolpi della chiusura. Ora sembra che invece i turisti ci siano e i ticinesi rimangano nel cantone, come sta andando la stagione?
“Tutto vero, i turisti ci sono anche se c’è da dire che siamo in piena stagione e la situazione non è cambiata molto dagli ultimi anni. Varia però la cultura della clientela, con molta più clientela ticinese e soprattutto svizzera. Non dimentichiamoci però che c’è tutto un settore legato al business che sta ancora soffrendo molto, penso a chi lavora con il congressuale o con ospiti dall’America o altre nazioni. Mi sento anche di spendere due parole per la ristorazione “notturna”, ovvero discoteche e night club che con le nuove direttive sono ancora parecchio bloccate”

Il comunicato di GastroTicino
Dal canto suo GastroTicino ha rilasciato un comunicato stampa in cui sposa la linea del Consiglio di Stato: “Ci siamo subito resi conto della gravita della situazione e siamo pronti, come categoria e mondo economico-turistico, a fare i sacrifici necessari, mettendo in atto le nuove misure restrittive adottate, sicuramente incisive ma ponderate; il tutto per limitare il più possibile potenziali situazioni di pericolo per i nostri affezionati clienti e il personale impiegato, potendo continuare a godere in totale sicurezza e spensieratezza la visita nei nostri ristoranti”.

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