
A volte basta un articoletto di cronaca per creare paure e allarmismi ingiustificati. È il caso di una notizia pubblicata stamattina da Ticinonews, titolata "Vendono allarmi, rapinano case". Si tratta del caso di due uomini che, fingendosi venditori di allarmi antifurto, si sono introdotti in alcune abitazioni di Novazzano, per poi ripulirle. "Non è il caso di diffondere una psicosi"La Polizia, nel riportare la notizia, ha sottolineato di non ritenere il caso "di diffondere una psicosi dei falsi installatori", ma chiedeva di "fare attenzione". E invece...Purtroppo non tutti hanno letto l'articolo fino all'avvertimento della polizia. O se l'hanno letto, non gli hanno dato peso. Oggi, infatti, i centralini delle società che vendono sistemi di allarme sono stati subissati di chiamate. "Posso fidarmi?", "Come faccio a sapere chi sono i vostri installatori?", le domande più frequenti. Ma non sono solo i centralinisti a passare una dura giornata. Peggio ancora sta andando ai consulenti, specialmente quelli attivi nel Mendrisiotto, che spesso si vedono chiudere la porta in faccia da persone impaurite che li guardano come fossero dei delinquenti. "Noi non siamo loro"Per sgombrare il campo da eventuali dubbi la Prodis, società svizzera operante nel settore dei sistemi di allarme dal 2001, ci tiene a precisare che i suoi consulenti sono completamente estranei alla vicenda raccontata nell'articolo pubblicato stamattina. I venditori della Prodis sono tutti muniti dei necessari permessi di legge e facilmente identificabili grazie all'abbigliamento aziendale. Vero o falso? Occhio!Se alla vostra porta suonano dei venditori di sistemi di allarme, quindi, guardateli bene prima di chiamare le forze dell'ordine: potrebbero anche essere dei venditori veri, con la sola intenzione di vendervi dei sistemi che vi proteggano dagli sconosciuti, anche dai venditori falsi.
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