
Su Bellinzona, negli scorsi giorni, c’è stato anche lo sguardo dei media nazionali. Le voci sono concordi nel parlare di una vera e propria crisi istituzionale. Quella che il Blick ha definito una vera e propria «bomba» nel cantone meridionale, sottolineando lo scalpore suscitato dalla vicenda. Sulla stessa linea anche il Tagesanzeiger, che ha parlato di tensione altissima in Ticino, a causa delle accuse legate ai tre episodi che sarebbero avvenuti negli ultimi anni. La parola scelta dalla NZZ è «scandalo», con una pressione su Claudio Zali che negli scorsi giorni era diventata «insostenibile». Il foglio zurighese traccia anche un quadro del punto stampa del governo di ieri, definito «cupo», e sottolineando la tensione sul volto di Marina Carobbio. Spostandoci in Svizzera romanda Le Matin parla delle dimissioni di un Claudio Zali «nella tormenta», che denuncia un «linciaggio mediatico». Il portale Watson, dal canto suo, spiega ai nostri connazionali perché in Ticino non si terranno elezioni suppletive per sostituire il consigliere di Stato al centro della bufera.
Kälin: «Comportamento incompatibile con la carica che ricopriva»
A differenza degli altri Cantoni, il nostro Esecutivo è eletto con un sistema proporzionale. La notizia, però, non ha mancato di varcare i confini nazionali. Nella vicina Penisola è anche il Post a chinarsi sulle dimissioni di Zali, causate da quello che è definito un «grosso scandalo». La politica ha parlato di un passo indietro dovuto. Un’opinione simile a quella del giornalista politico di CH Media Kari Kälin. «Zali ha fatto il primo passo, quello che secondo me doveva fare, anche se continua a considerarsi vittima di una campagna politico-mediatica. Anche il Governo, finalmente, ha fatto ciò che doveva fare. Ora la strada per uscire dalla crisi istituzionale è aperta. Il problema, però, non è il Ticino o il Governo ticinese: è il comportamento di una persona, incompatibile con la carica che ricopriva», osserva Kälin.
Gestione del caso da parte del Governo
Sotto analisi da parte degli osservatori c’era anche la gestione del caso da parte del Consiglio di Stato. «Ieri il Governo ha finalmente trovato parole chiare. Soprattutto la presidente Marina Carobbio, che si è espressa in modo netto, parlando di comportamenti inaccettabili. Tuttavia, ci è voluto troppo tempo per arrivare a una posizione comune e adeguata alla situazione. Qualcuno si sarebbe aspettato queste parole già prima», conclude il giornalista di CH Media.

