
Forse sì, è possibile che Umberto Bossi, suo malgrado non più un esempio di freschezza e lucidità mentale, abbia promesso a Luciano Milan Danti di partecipare il prossimo 6 febbraio alla presentazione ufficiale della neonata Lega Sud del Canton Ticino.
Ma anche se "ul senatùr" dovesse effettivamente ricordarsi della sua promessa e mantenerla, sarà di sicuro l'unico rappresentante della Lega Nord a varcare il confine per quell'occasione.
Non ci sarà il segretario Matteo Salvini, il cui nome è stato avanzato da Danti, come non ci sarà nessuno degli altri segretari regionali del movimento.
Ce lo ribadisce a chiare lettere il segretario regionale della Lega Nord a Varese, Matteo Bianchi, che insieme all'omologo di Como Nicola Molteni si occupa dei rapporti con la Svizzera del movimento fondato da Bossi.
Bianchi ha saputo solo oggi della nascita di questo movimento ticinese che si dice vicino alla Lega Nord. Con stupore, ma anche con la convinzione che si tratti di un fuoco di paglia.
"Non vorrei dare molta importanza alle dichiarazioni di questo signor Danti" afferma Bianchi, "ma la posizione della Lega Nord a livello di segreteria generale e a livello di segreterie regionali, come quella da me rappresentata, nulla cambia nei nostri rapporti con la Lega dei Ticinesi, che rimane un interlocutore privilegiato per le discussioni sui problemi che riguardano i nostri territori."
L'unica Lega in Ticino, per la Lega Nord, è quella fondata da Giuliano Bignasca. Altre non ne esistono e non ne possono esistere. "Ci dissociamo da qualsiasi soggetto che voglia utilizzare il nome Lega per dei fini propagandistici che nulla hanno a che vedere con i territori che rappresentiamo."
"E poi dai" conclude il segretario della Lega Nord di Varese, "se noi ci chiamiamo Lega Nord e uno che rappresenta il Ticino si fa chiamare Lega Sud, c'è qualcosa che non va... È il mondo alla rovescia."
AS
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