
"Prendiamo atto della denuncia, ma ribadiamo che non è stato specificato quali cose contrarie alla verità dei fatti abbiamo pubblicato per diffamare la clinica".
Questa la posizione del direttore del Caffé Lillo Alaimo, chiamato in causa dai vertici della Clinica Sant’Anna, i quali hanno sporto querela per una serie di articoli pubblicati negli scorsi mesi dal domenicale sul caso del dottor Piercarlo Rey. Una “campagna diffamatoria”, l’hanno definita oggi i vertici dell’istituto di Sorengo, che comprende oltre 40 articoli.
“Non ho contato gli articoli” replica Alaimo ai microfoni di Radio 3i, facendo un paragone con il quotidiano statunitense Boston Globe, che scrisse circa 600 articoli nell'arco di anno per un’inchiesta sui preti pedofili (ndr. inchiesta tematizzata nel film premio Oscar Spotlight). “Ma per noi non si tratta, come vogliono far credere i vertici della clinica, di accanimento. Abbiamo riportato la verità in ogni nostro articolo".
Il caso del dottor Rey, che ha erroneamente amputato i seni a una paziente, è un “fatto estremamente grave, che avviene sicuramente in tutte le parti del mondo" continua Alaimo. "Ma credo sia doveroso, prima ancora del diritto d'informazione, interessarsi di quanto avvenuto per capire come sia possibile che nel 2016 possano ancora accadere fatti di questo genere. Il nostro compito è di illuminare spicci di realtà che sono tenuti in ombra e fare in modo che in futuro non avvengano più”.
In allegato l'intervista integrale di Radio 3i.
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