
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) ha organizzato oggi una conferenza stampa per aggiornare sulla misura dei casi di rigore e per informare sulla relativa procedura di richiesta per le imprese. La conferenza inizia alle 12:30 e saranno presenti Christian Vitta, Consigliere di Stato e Direttore del DFE, Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’economia, Emanuele De Cunto, Capo dell’Ufficio dell’amministrazione e del controlling della Divisione dell’economia. Alle 14 invece ci sarà un altro momento informativo dedicato alla situazione epidemiologica e alla campagna di vaccinazione.
La diretta
Domanda: “L’impresa che avesse dei dubbi a chi può rivolgersi per chiarimenti?”
Vitta: “Abbiamo creato una struttura organizzativa con un sito internet e una hotline dedicata”. Rizzi: “Abbiamo strutturato il servizio in questo modo: un team si occuperà della consulenza verso l’esterno, mentre ci saranno altri due team, uno per la verifica che le domande siano complete e inerenti, e un terzo team si dedicherà unicamente alla valutazione sulla base della cifra d’affari indicata”. Vitta: “Per i revisori è stato preparato un pacchetto di quello che si chiede che verifichino. Questo pacchetto sarà a disposizione dei revisori e anche all’amministrazione. Quindi è tutto codificato e ci sarà un modello di rapporto, che dovranno firmare e che attesterà il rispetto di determinati criteri”.
Domanda: “È confermato il sostegno ai costi di revisione?”
“Dove c’è l’intervento di un revisione esterno la partecipazione ai costi ammonta fino a un massimo di 2’500 franchi, ma solo per chi riceverà gli aiuti. È bene precisare dunque che l’impresa avrà la possibilità di fare una sua valutazione per i casi di rigore, se a quel punto nota che non avrebbe diritto agli aiuti è bene che non chieda la certificazione di un revisore perché non verrà rimborsata”.
Domanda: “Già durante la prima ondata i cosiddetti “sciacalli” non sono mancati. Come si pensa di controllare in due settimane tutta la documentazione fornita? Come vi siete organizzati?”
Vitta: “Abbiamo due tipologie d’aiuto, quello ordinario e quello semplificato. Per la procedura ordinaria saremo aiutati dalla certificazione dei revistori interni, per la procedura semplificata ci si basa invece sulle autocertificazioni e ovviamente il livello di controllo è più basso. Però abbiamo visto in alcune casi delle truffe Covid che ci sono state delle falsificazione sui rendiconti, e voglio rendere tutti attenti che noi abbiamo la possibilità di incrociare i dati con le dichiarazioni federali sull’Iva. Quindi se si presentano delle falsificazioni le noteremo”.
Domanda: “Dato che c’è la possibilità che questi milioni diventino oltre 100, come funzionerà? Sarà un aiuto una tantum o si pensa a ulteriori aiuti in seguito?”
Vitta: “Noi non abbiamo posto un tetto massimo di spesa, quindi chi domanda riceverà gli aiuti necessari, non è che chi prima arriva meglio alloggia. Questo in ogni caso, ma se dovremo chiedere un credito complementare al Parlamento questo sarà condiviso con la Confederazione”.
Domanda: “La decisione di raddoppiare il credito che impatto avrà in Ticino, possiamo attenderci che questi 100 milioni diventino 200?”
Vitta: “Il Consiglio federale non ha ancora deciso come distribuire i soldi. Si tratterà anche di valutare come evolverà la situazione e cosa succederà dopo il 28 febbraio. Per quanto riguarda il Canton Ticino le cifre potremo saperle veramente solo a inizio marzo quando avremo i dati inoltrati nel mese di febbraio. Però almeno sappiamo che la parte eccedente i 75 milioni verrà coperta in parte dalla Confederazione e in parte dal Cantone”.
Domanda: “Se un’azienda non riesce a fornire una cifra d’affari 2018-2019, cosa vale? Inoltre, avete già una stima del numero di crediti da erogare?”
Vitta: “se un’azienda ha aperto solo nel 2019 fornirà solo i dati per il 2019. Per quanto riguarda la stima è difficile a dirsi, ma potremo attenderci tra le 4’000 e le 6’000 richieste, per una stima superiore ai 100 milioni di franchi”.
Le domande della stampa
12:59 - Le caratteristiche richieste
“Deve trattarsi di imprese individuali, società di persone o persone giuridiche con sede in Svizzera, iscritte al registro di commercio o costituite prima del 1o marzo 2020, avere la sede principale in Ticino il 1o ottobre 2020, avere una cifra d’affari minima di 50’000 franchi e i costi salariali devono essere sostenuti prevalentemente in Svizzera. Non sono coperte le imprese il cui capitale è detenuto per più del 10% da Confederazione, Cantoni o Comuni con più di 12’000 abitanti. C’è inoltre il divieto a distribuire dividenti nei 3 anni successivi. Inoltre per evitare il doppio sussidiamento non devono beneficiare di aiuti finanziari della Confederazione nell’ambito della cultura, sport, trasporti pubblici e media. L’impresa non dev’essere oggetto di procedure di fallimento o liquidazione, inoltre non deve essere soggetta a procedure con assicurazioni sociali al 15 marzo. Ma se nel frattempo ha risolto la situazione o ha un piano di pagamenti accordato l’aiuto resta possibile dietro certificazione delle assicurazioni sociali. È anche importante come già detto certificare che risultino elevati costi fissi non coperti. Infine, ma questo non è necessario per la procedura semplificata, è necessario certificare che l’azienda abbia adottato i provvedimenti necessari alla protezione della propria liquidità e della propria base di capitale”.
12:56 - La differenza tra procedura ordinaria e agevolata
“Per la procedura agevolata basterà l’autovalutazione e la raccolta dei documenti, che verranno inoltrati online all’amministrazione che poi verificherà. Per quanto riguarda la procedura ordinaria ci vuole invece una certificazione della perdita del 40% della cifra d’affari da parte di un revisore. Bisognerà stampare un foglio riassuntivo delle informazioni da stampare e inviarci firmata, come per la procedura delle imposte. Noi verificheremo che i requisiti siano rispettati, per evitare abusi come successo anche per i crediti Covid. Per fare questo incroceremo i dati con l’Amministrazione federale delle contribuzioni per accertarsi che siano corretti”.
La parola ad Emanuele de Cunto
12:54 - I settori beneficiari degli aiuti


12:50 - Casi di rigore ordinari
“Si parla di imprese dei seguenti settori, per almeno il 66% della cifra d’affari: eventi, manifestazioni e intrattenimento; viaggi, trasporti terrestri non regolari, servizi di alloggio, turismo degli affari e strutture senza servizi di ristorazione; organizzazione di convegni e fiere. Oppure di fornitori di imprese direttamente attive nei settori precedenti o chiuse per ordine del Governo. Anche qui vale la quota del 66% per la cifra d’affari. Qui si parla per esempio un fornitore di alimentari per i ristoranti che abbia subito almeno il 40% della cifra d’affari”.
12:49 - Due tipi di casi di rigore
“Le imprese oggetto di ordine di chiusura per almeno 40 giorni dal 1o novembre 2020 al 30 giugno 2021 c’è una procedura agevolata. Invece le imprese che rientrano nei settori definiti casi di rigori che hanno subito un calo della cifra d’affari del 40% in 12 mesi consecutivi dal 1o gennaio 2020 al 30 giugno 2021”.
12:47 - Quando si applicano gli aiuti
“Gli aiuti si applicano per coprire i costi fissi, perché come già detto i costi del personale sono già coperti dalle indennità di lavoro ridotto e perdita di guadagno. La percentuale dei costi fissi coperta nei casi di rigore verrà applicata sulla media delle cifre d’affari annuali tra il 2018 e il 2019”.
La parola a Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’Economia
12:45 - I controlli
“Sottolineo che la Confederazione ci impone come Cantone alcuni controlli di base, per evitare abusi, che potranno essere applicati in maniera rapida ed efficace. Inoltre specifico che questo strumento non è pensato, come i prestiti Covid, per erogare aiuti a 360 gradi, ma è rivolto a settori specifici che stanno vivendo difficoltà particolari. Questo strumento inoltre si aggiunge agli strumenti già in essere, che non potrà mai sostituire la vocazione di un imprenditore a svolgere appieno l’attività. Il nostro augurio è che si possa tornare presto ad appropriarsi delle nostre libertà personali ed imprenditoriali”.
12:41 - Come attivare la procedura
“Dall’1 febbraio per le aziende che rispettano i criteri dei casi di rigore sarà possibile trovare in dettaglio le indicazioni sul sito www.ti.ch/casidirigore , dal 4 gennaio sarà possibile attivare la richiesta formale mentre si prevede di erogare i primi aiuti nella seconda metà di febbraio. Tanto più sarà curata la fase di raccolta dati e la documentazione tanto più rapidamente sarà possibile erogare i fondi, evitiamo di allungare i tempi fornendo documentazione incompleta”.
12:39 - In Ticino
“Sapevamo non essere sufficiente il credito di 75,6 milioni di franchi stanziato dal Gran Consiglio, ma grazie all’annuncio della Confederazione sarà possibile aumentare la dotazione finanziaria per i casi di rigore come auspicato, perché nessuno sa oggi a che cifra arriveremo nei prossimi mesi. Questa era una delle richieste che abbiamo portato avanti con decisione verso la Confederazione. questo ha reso possibile approvare il decreto esecutivo per avviare a breve il programma per i casi di rigore”.
12:35 - Casi di rigore
“Si parla di aziende particolarmente colpite dalla pandemia o per le quali sono intervenute chiusure specifiche dall’alto. Coperti costi come il leasing o altri costi fissi, mentre gli stipendi e altri costi vengono coperti dai fondi opportuni. Salutiamo positivamente quanto deciso ieri dall’autorità federale di prolungare le indennità di perdita di lavoro. Il Canton Ticino ha da subito partecipato al programma federale per rendere più efficaci i casi di rigore. Degli aspetti possono essere ancora migliorati, uno in particolare il cambiamento del criterio per il quale solo le aziende create prima del 1o marzo 2020 possono accedere ai casi di rigore”.
12:30 - Parla Christian Vitta
“Il 2020 è stato un anno difficile, le aziende e le attività economiche che hanno subito le conseguenze della pandemia sono purtroppo numerosi. Molti imprenditori hanno dovuto fare sforzi e sacrifici per salvare la propria attività economica e i posti di lavoro. Fin dall’inizio Confederazione, Cantone e Comuni sono intervenuti in modo complementare, iniettando decine di miliardi a livello nazionale, attraverso soprattutto le indennità di lavoro ridotto (lo strumento principale, esteso in modo mirato di recente). Nel solo canton ticino queste a fine ottobre superavano i 600 milioni di franchi. Ci sono poi le indennità di perdita di guadagno, si parla di più di 140 milioni di franchi erogati in questi mesi, assieme a 1,3 miliardi di crediti covid nel Cantone. Inoltre si contano diverse altre misure complementari, con aiuti mirati ai vari settori. Proprio di recente il Parlamento ha approvato il messaggio sui casi di rigore”.
12:30 - Comincia la conferenza stampa
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