
Al termine dell’incontro con il Consiglio di Stato, il Municipio di Lugano ha tenuto una conferenza stampa per spiegare la propria posizione di fronte alla crisi incombente. Giuliano Bignasca è intervenuto polemicamente dicendo: “Questa è un conferenza stampa che non condivido”. E riferendosi alla lista di misure presentata ieri ha aggiunto: “Noi abbiamo fatto delle proposte in sintonia con la nostra campagna elettorale per le comunali che si sono tenute l’anno scorso e non ai tempi dei mammut. Capisco che il Municipio voglia vagliare tutte le proposte sul tavolo, ma noi ci batteremo per fa passare le nostre”. Il sindaco Giorgio Giudici ha invece spiegato: “C’è chi preferisce le scorciatoie, ma come Municipio intendiamo seguire la strada maestra. Il documento che intendiamo delineare il 21 gennaio sarà la sintesi di tutte le proposte anti-crisi giunte sul tavolo dell’Esecutivo. Non voglio entrare nella logica dei blocchi”. Paolo Beltraminelli e Giovanna Masoni hanno espresso una certa delusione per l’incontro con il Governo. “Ci aspettavamo qualcosa di più concreto”, hanno detto. Giovanna Masoni ha poi precisato che le proposte della Lega sono state le ultime ad arrivare sul tavolo del Municipio, e non sono sicuramente le uniche. Lorenzo Quadri ha detto che Lugano si doterà di un sistema informatico per mappare la povertà in modo da poter varare aiuti mirati a chi ne ha bisogno. Nicoletta Mariolini ha infine auspicato che la politica luganese nel 2009 “non sia solo lotta continua”. Per quanto riguarda l’incontro con il Governo, si è parlato anche di misure fiscali. La ministra Laura Sadis si è detta pronta a valutare altre riforme in questo settore. Il Governo non ha ancora cifrato le possibili misure per combattere la crisi, ma si parla di misure per circa 400 milioni da parte di Cantone, Confederazione e Comuni. Bisogna però attendere una presa di posizione da Berna. Sempre secondo Bignasca, Cantone e Comuni dovrebbero mettere in campo circa 200 milioni all’anno. Ma il presidente leghista si è detto più ottimista rispetto ai mesi scorsi sugli effetti che la crisi produrrà nel 2009 in Ticino.
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