
Nel marzo scorso le autorità tedesche avevano assicurato che avrebbero preso provvedimenti nei confronti di Christian R., il protagonista di quello che è stato definito uno dei casi di infrazione stradale più grave mai registrato in Svizzera che gli è valsa una condanna a 30 mesi di carcere, 12 dei quali da scontare (vedi articoli suggeriti).
Come confermato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi sulle colonne del Mattino della Domenica, su richiesta della Divisione delle giustizia l’Ufficio federale di giustizia ha trasmesso una richiesta di esecuzione della pena alle autorità tedesche. "Abbiamo voluto dare un segnale chiaro a questo criminale e a tutti gli automonbilisti che non rispettano le regole sulle nostre strade".
Tuttavia, a distanza di otto mesi pare che nulla si sia ancora mosso da parte tedesca: “Ora attendiamo anche la giustizia in Germania faccia il proprio corso”, ha scritto Gobbi.
A suo tempo il portavoce del circondario di Ludwigsburg Andreas Fritz aveva dichiarato al Corriere del Ticino che non appena le autorità elvetiche avrebbero informati i colleghi tedeschi, questi ultimi avrebbero preso “provvedimenti nei confronti del guidatore".
"Appare chiaro che il guidatore ha intenzionalmente adottato una guida pericolosa e quindi potrebbe aver commesso un reato contemplato dal Codice penale tedesco - aveva spiegato Fritz - In questi casi, oltre alla sospensione o al ritiro della patente, si potrebbe anche arrivare al sequestro della vettura utilizzata". L'automobile, però, è ancora sotto sequestro in Ticino.
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