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Ticino
Chiusure uffici Postali: "Dialogo o imposizione?"
Chiusure uffici Postali: "Dialogo o imposizione?"
Chiusure uffici Postali: "Dialogo o imposizione?"
Redazione
9 anni fa
Nadia Ghisolfi interpella il Governo in merito alla sua posizione nelle trattative con il gigante giallo

Nadia Ghisolfi e altri quattro deputati PPD (Fiorenzo Dadò, Claudio Franscella, Luca Pagani e Alex Pedrazzini) hanno inoltrato quest'oggi un'interpellanza al Governo in merito al dialogo tra il Cantone e la Posta nell'ambito del piano di ristrutturazione avviato da quest'ultima.

"Nel quadro della ristrutturazione della rete degli Uffici postali" scrivono i 5 deputati, "la Posta Svizzera ha pianificato un dialogo con i Cantoni. Questi saranno classificati in funzione della loro attitudine nei confronti dei progetti di chiusura: rosso per i Cantoni che si oppongono fermamente alle intenzioni di smantellamento, giallo per coloro che esprimono qualche dubbio, e verde per quei Cantoni che accettano la strategia della Posta. I colloqui con le autorità cantonali dovrebbero terminare entro la fine del corrente mese di maggio. La classificazione sarà effettuata e comunicata in giugno".

"Il Cantone Ticino deve quindi prendere una posizione definitiva in merito alle decisioni della Posta Svizzera e la strategia sugli uffici postali" proseguono i deputati. "È importante conoscere la tempistica e la posizione del Consiglio di Stato, per analizzare la situazione, informare la popolazione ed il parlamento. Da questa presa di posizione dipenderanno le decisioni della Posta sul futuro della rete degli Uffici postali sul nostro territorio. L’impatto in termini di servizio pubblico ed impiego del personale potrebbero essere oltremodo nefasti per il Ticino".

Ghisolfi e cofirmatari ricordano che l'obiettivo della Posta è di portare il numero di uffici postali a sole 800 o 900 unità entro il 2020. "Il Gran Consiglio si è già espresso su questo tema nel dicembre del 2016 inviando all’attenzione della politica federale un’iniziativa cantonale, chiedendo di migliorare la qualità della rete di uffici postali e rafforzare il ruolo delle autorità comunali, e tramite la proposta di risoluzione generale indirizzata al Consiglio federale che chiedeva di modificare urgentemente nell’ambito delle proprie competenze l’ordinanza federale sulle poste (OPO; 783.01), nel senso di sancire una moratoria generale nella chiusura o trasformazione di uffici postali, nei casi in cui vi è opposizione da parte dei Comuni, e ciò fintanto che il Parlamento federale non si sarà determinato sulle modifiche legislative riguardanti i criteri per la chiusura di uffici postali, il conferimento del carattere vincolante alle decisioni della PostCom e l’introduzione della facoltà di ricorso contro le medesime. A seguito di queste iniziative, anche Vallese e Ginevra hanno sostenuto le iniziative del Canton Ticino ed hanno a loro volta approvato ed inviato all'attenzione della politica federale delle iniziative. È attualmente inoltre in corso una petizione che in 10 giorni ha già raccolto oltre 800 firme (www.change.org/p/stop-alla-chiusura-degli-uffici-postali) e che dimostra chiaramente il sentimento della popolazione di fronte a questi progetti di smantellamento".

"Il Consiglio di Stato ha sottoposto lo scorso 1° febbraio alla Posta Svizzera, a seguito di un primo colloquio, un documento nel quale sono state inserite rivendicazioni e desiderata concernenti il futuro della rete degli uffici postali in Ticino" sottolineano i deputati. "La Posta Svizzera ha infatti prospettato la chiusura di 32 uffici postali in Ticino (su un totale di 113) e l’analisi di ulteriori 46 nel corso dei prossimi 3 anni! Questo sviluppo della rete tocca in particolare le regioni periferiche e indebolisce il concetto di servizio universale che La Posta deve garantire in tutte le regioni del Paese in virtù del suo mandato pubblico. In questo contesto il Consiglio di Stato ha inoltre chiesto che le procedure di chiusura degli uffici postali contestate dai Comuni fossero congelate e il previsto riesame di ulteriori uffici nel nostro Cantone posticipato dopo il 2020".

Fatte queste premesse, i deputati pongono le seguenti domande al Consiglio di Stato:

1. La discussione con la Posta (secondo colloquio) ha già avuto luogo? Se sì, quali sono le conclusioni presentate dalla Posta e che posizione ha preso il Consiglio di Stato al riguardo?2. Nonostante la richiesta di congelamento del Consiglio di Stato del 1° febbraio 2017, la Posta Svizzera ha continuato ad annunciare delle chiusure di Uffici postali. Che passi ha intrapreso il Consiglio di Stato al riguardo per evitare queste e future chiusure?3. Il Consiglio di Stato ha preso contatto con altri Cantoni per coordinare le prese di posizione?

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