
“Il Governo non sta facendo abbastanza per opporsi alla politica della Posta e sta lasciando soli i Comuni”. Con queste parole il deputato MpS Giuseppe Sergi ha presentato oggi in Gran Consiglio una risoluzione contro le annunciate chiusure di 170 filiali in Svizzera, di cui una ventina in Ticino e nel Moesano. Risoluzione che chiedeva al Governo una più dura opposizione, ma ritenuta già evasa dalla maggioranza commissionale Economia e lavoro. È stata sostenuta solo da MpS, Verdi, Helvethica, Più Donne e alcuni deputati socialisti.
Tema di competenza federale
“Quello che sta succedendo è grave”, ha riconosciuto il relatore leghista Omar Balli che ha però spezzato una lancia in favore del Consiglio di Stato: “Sta già trattando coi vertici. Tuttavia, il tema resta largamente di competenza federale”.
"Ci vorrebbe un mutamento radicale"
Una strategia, quella della Posta, contro cui non è possibile opporsi, ha riconosciuto Sergi. La legge sancisce infatti che l’ultima parola spetti sempre al Gigante giallo. “Ci vorrebbe un mutamento radicale delle attuali disposizioni di legge e un ritorno alla logica del servizio pubblico. Ne siamo coscienti ed è un processo lungo”, ha detto. “Nel frattempo", ha proseguito, “si può però tentare di fare la massima pressione politica per rallentare il processo e contestare radicalmente la politica della Posta”. Sergi ha poi puntato il dito contro il Governo: “Non basta dire: siamo delusi”.
La posizione del Governo
Governo che, per voce del presidente Christian Vitta, ha ricordato che alcuni Comuni hanno già trovato una soluzione con trasformazione in agenzia, rimandando infine la questione sul piano federale.

