
Dopo la decisone di ieri del Consiglio degli Stati di non archiviare la mozione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani che chiede la chiusura del valichi secondari durante la notte, il tema è immancabilmente tornato in auge sia al di qua che al di là del confine.
Per il sindaco di Monteggio Piero Marchesi "la mossa del Consiglio degli Stati è importante perché mantiene alto il pressing a livello federale su un tema probabilmente poco capito". "Non è una questione che si può liquidare in 5 minuti - ha affermato ai microfoni di TeleTicino - Il Ticino ha bisogno delle risposte. Ci sono stati dei furti in abitazioni, delle rapine e la questione dei bancomat. Affermare che si può non presidiare i valichi notturni è veramente una castroneria".
A pochi chilometri di distanza, però, il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino non è esattamente dello stesso avviso. "Non credo che chiudere i valichi, e quindi tornare indietro nel tempo, sia il provvedimento corretto. Non credo che riesca a risolvere il problema: purtroppo rimangono aperti molti altri varchi e molti altri valichi".
E in effetti quello del confine verde è un problema. "Dalle zone verdi oggi avviene un passaggio perché non c'è più un confine di fatto - ha rimarcato Marchesi - A nostro avviso si dovrebbe ripristinarlo. Oggi ci sono delle tecnologie che, rispetto a 20/30 anni fa, permettono anche di non avere necessariamente un presidio umano, ma di controllarlo anche con nuove tecnologie".
Posizioni che non piacciono sul versante italiano. "Meglio sfruttare gli strumenti di sinergia", ha replicato Mastromarino. E se la Svizzera dovesse optare per un’azione unilaterale? "In quel caso, da questa parte del confine non possiamo star fermi. Come abbiamo fatto il 1. aprile 2017, dove 20 sindaci hanno silenziosamente protestato al valico di Ponte Cremenaga".
Insomma, il tema è ancora decisamente caldo...
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
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