
Riceviamo e pubblichiamo un'interpellanza inoltrataci da Luca Pagani, Gran Consigliere PPD e GG.
Moratoria nella chiusura di uffici postali: meglio tardi che mai!
Il 12 dicembre 2016 il Gran Consiglio ticinese ha adottato, pressoché all’unanimità, una proposta di Risoluzione generale dei sottoscritti deputati PPD e GG del Mendrisiotto, per chiedere al Consiglio federale di modificare l’ordinanza sulle poste, nel senso di sancire una moratoria generale nella chiusura o trasformazione di uffici postali, in caso di disaccordo dei Comuni.
La stessa è stata trasmessa dal Consiglio di Stato al Consiglio federale in data 15 dicembre 2016.
Con presa di posizione 3 febbraio 2017 l’allora Presidente della Confederazione Leuthard ha in sostanza evidenziato che il Consiglio federale intendeva analizzare le esigenze in materia di prestazioni del servizio universale nel settore postale e che nei mesi a seguire avrebbe osservato attentamente l’attuazione delle misure annunciate dalla Posta per quanto concerne la trasformazione della rete.
Non vi è tuttavia stato alcun esplicito riscontro in merito alla precisa richiesta di decretare una moratoria generale, per modo che la questione è stata sostanzialmente lasciata aperta.
I fatti che ne sono seguiti sono ormai noti; da un lato le Camere federali hanno dato avvio a una procedura di revisione della legislazione sulla Posta - concentrandosi in particolare sui criteri di raggiungibilità e sulle condizioni per la chiusura o trasformazione di uffici postali -, mentre d’altro lato il caso delle manipolazioni contabili ha portato alla rimozione di numerose figure dirigenziali, fra le quali la Direttrice generale de la Posta.
Con piacere abbiamo recentemente sentito interventi provenienti da Palazzo federale con cui è stata chiesta una sostanziale ridefinizione della politica aziendale, che non dovrà più orientarsi alla massimizzazione degli utili, ma alla garanzia di un vero servizio pubblico.
Alla luce di queste premesse, considerato altresì come gli uffici postali costituiscano lo strumento fondamentale di un’effettiva attuazione del servizio pubblico, si impone, a questo punto e a maggior ragione, una pausa di riflessione, nell’attesa che vengano nuovamente fissati gli estremi della nuova strategia riguardante la rete postale, da parte del Parlamento federale e della nuova Direzione de la Posta.
In questo senso appare dunque necessario sollecitare il Consiglio federale, affinché dia seguito a quanto richiesto già nel dicembre 2016 dall’intero Gran Consiglio ticinese, determinandosi a decretare una moratoria generale in tutti i casi in cui, in disaccordo con l’Autorità comunale, la Posta abbia già deciso ma non ancora attuato, o intenda decidere la chiusura o la trasformazione di uffici postali.
In assenza di un simile urgente correttivo, vi è da temere che la Posta proseguirà la propria dissennata politica di chiusura di uffici postali, decurtando così drammaticamente il servizio pubblico e sopprimendo preziosi e qualificati posti di lavoro a beneficio di residenti.
In considerazione dell’urgenza di un intervento nei confronti dell’Autorità federale, auspichiamo che alla presente interpellanza sia data evasione ancora nel corso della sessione parlamentare che prenderà inizio il prossimo 18 giugno 2018.
Tutto ciò premesso, richiamato l’art. 142 LGC/CDS, chiediamo al Consiglio di Stato:
se non ritiene di intervenire nei confronti del Consiglio federale per sollecitarlo a dar seguito con urgenza alla Risoluzione generale del Gran Consiglio ticinese, al fine di sancire, tramite modifica dell’ordinanza federale sulle Poste, una moratoria generale nella chiusura o trasformazione di uffici postali, in caso di disaccordo del Comune interessato.
Ringraziamo e presentiamo il migliore ossequio
Luca Pagani, Maurizio Agustoni, Giorgio Fonio (PPD e GG)
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