
Fra poco più di due settimane, il 30 settembre, si concluderà il periodo di prova del progetto pilota di chiusura notturna – dalle 23 alle 5 – di tre valichi secondari di confine tra Svizzera e Italia, Ponte Cremenaga, Pedrinate e Novazzano-Marcetto.
Una misura che inizialmente aveva scatenato le veementi proteste dei sindaci italiani della fascia di confine, ma che da allora sembra quasi essere stata dimenticata. Attualmente il Dipartimento federale delle finanze sta procedendo alle sue valutazioni, insieme alle Guardie di confine e alla Polizia cantonale, per decidere se prolungare o meno la chiusura notturna dei tre valichi secondari anche dopo il 30 settembre. In attesa della decisione di Berna, abbiamo quindi interpellato le autorità dei tre comuni interessati dalla misura per tastare il polso della situazione.
La valutazione del sindaco di Monteggio Piero Marchesi, sul cui territorio si trova il valico secondario di Ponte Cremenaga, è "sicuramente positiva".
"Da sempre ritengo che le frontiere dovrebbero essere sistematicamente controllate" afferma Marchesi. "Avere dei valichi secondari non presidiati apre le porte a chi vuole commettere degli illeciti."
Marchesi riconosce che non è facile stilare un bilancio preciso sull'efficacia della chiusura del valico in questi sei mesi, ma sostiene che in ogni caso la barriera abbassata dalle 23 alle 5 "non ha arrecato nessun disagio né ai ticinesi né ai frontalieri" e afferma di aver ricevuto "solo pareri positivi" dai concittadini.
Inoltre il sindaco di Marchesi sottolinea che "questa estate i furti nelle case sono stati pochissimi. È vero che già negli anni scorsi erano diminuiti, ma ancora tre o quattro anni fa c'erano state delle razzie. Non so se la chiusura notturna del valico di Ponte Cremenaga abbia inciso in modo positivo, ma di sicuro non negativamente."
Spostandoci a Pedrinate, anche la capodicastero sicurezza di Chiasso, Sonia Colombo Regazzoni, ritiene che sia difficile valutare i reali effetti della misura, ma afferma che "sicuramente è una questione che crea una certa sicurezza, forse più che altro soggettiva, tra gli abitanti della zona."
"Non abbiamo ricevuto lamentele e gli abitanti di Pedrinate si sentono più sicuri, quindi per noi va bene" aggiunge la municipale. "Anche se secondo me bisognerebbe allargare il discorso, perché chiudere Pedrinate e lasciare aperto Ponte Faloppia non ha tanto senso. Così come è stata introdotta, la misura è un po' una goccia in mezzo al mare. Se la si potesse ampliare, ci darebbe sicuramente la possibilità di valutare meglio la sua efficacia."
Un discorso analogo giunge anche dal sindaco di Novazzano, Sergio Bernasconi. "È chiaro che la chiusura di soli due valichi della zona è solo un piccolo passo" dichiara. "Meglio questo che niente, ma probabilmente bisognerebbe chiuderli tutti per valutarne meglio l'efficacia."
"Tendenzialmente noi siamo favorevoli alla chiusura, che estenderemmo anche a quello della Resiga" prosegue Bernasconi, "ma starà a Berna decidere."
Il sindaco di Novazzano sottolinea infine che il clamore suscitato inizialmente dalla chiusura si è subito spento. "Oltre confine dicevano che era una misura contro i frontalieri, ma tra le 23 e le 5 ne passano ben pochi e poi c'è sempre Bizzarone. Mi sembra che ormai non se ne lamenti più nessuno, anzi, io sento solo opinioni positive."
AS
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