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Ticino
Chiusura del Gottardo, "non bisogna far sembrare che il Ticino sia isolato"
Redazione
3 anni fa
Ad affermarlo Simone Patelli, presidente di Ticino Turismo il quale spiega che i più toccati dalla chiusura della galleria di base del San Gottardo "sono i turisti giornalieri". Mentre tra i passeggeri c'è chi la prende con filosofia e chi preferirebbe passare l'ora in più in famiglia.

La galleria di base del San Gottardo riaprirà al traffico passeggeri solo nel 2024. Fino ad allora questi convogli dovranno passare dalla linea di montagna. Una chiusura che "preoccupa il mondo turistico ticinese sia per la fine della stagione estiva, sia per quella autunnale", ha scritto l'Agenzia turistica ticinese (Att) in un comunicato, nel quale comunica "di monitorare da vicino la situazione e di essersi attivata con le società dei trasporti affinché i disagi risultino il meno marcati possibile per i visitatori che si recano in Ticino da oltre Gottardo, ma anche per chi deve spostarsi per motivo di lavoro o studio". L'auspicio dell'Att è "che si possano trovare soluzioni condivise e che la linea ad alta velocità torni a essere operativa il prima possibile per il traffico passeggeri". Questo perché "il collegamento con meno capacità e tempi di percorrenza più lunghi di circa un'onra rischiano di influenzare l'ultimo periodo dell'state e l'inizio dell'autunno, mesi (settembre e ottobre) che in particolare dopo la pandemia registrano numeri particolarmente alti".

I timori maggiori

"Più toccato è il turismo giornaliero, meno quello che tende a rimanere più giorni", ha spiegato a Ticinonews Simone Patelli, presidente di Ticino Turismo. Attualmente, viene ancora specificato nella nota stampa dell'Att, "non è ancora possibile segnalare un trend di cancellazioni o fornire cifre su possibili diminuzioni degli arrivi. Il viaggio lungo la linea di montagna, quella che veniva percorsa da tutti i treni prima dell’inaugurazione della galleria di base nel 2016, tocca anche chi deve effettuare spostamenti per motivi di lavoro oppure gli studenti che si devono recare oltre Gottardo. La comodità e la maggiore qualità del collegamento ad alta velocità ora interrotto aveva convinto molte persone negli ultimi anni a utilizzare il treno; il timore è che questa interruzione possa avere ripercussioni anche sull’asse autostradale già sotto pressione".

"Il Ticino non è isolato"

Patelli ha affermato che Ticino Turismo è contatto con le FFS. "La nostra fortuna è quella di avere ottimi rapporti con tutti gli attori importanti per il mondo del turismo. Vogliamo fare una comunicazione positiva, anche in Svizzera interna, perché non dobbiamo mettere paura ai turisti e far sembrare che il Ticino sia isolato. Le Ferrovie federali svizzere ci stanno rassicurando, dicendoci di fare il massimo per mettere a disposizione più posti possibile e sistemare il problema. Ovviamente prima la sicurezza, poi la riapertura".

Parola ai passeggeri

Per capire cosa ne pensano i diretti interessati oggi pomeriggio siamo andati a Bellinzona. "Vado più o meno una volta a settimana Zurigo per impegni professionali e questa ora in più mi disturba", ha spiegato ai nostri microfoni un passeggero. "A livello organizzativo la situazione è ora più pesante, anche perché ho poco tempo libero. Preferirei passare questo tempo in famiglia, a casa, e non sul treno". A fargli eco un altro signore, secondo cui passare dalla tratta panoramica "è un problema e una perdita enorme di tempo". C'è però anche chi la prende con filosofia e vede il lato positivo. "Non si perde tempo, è una questione di organizzazione. Inoltre si ha la possibilità di vedere più paesaggi", ha affermato un interlocutore. Come lui la pensa anche un'altra passeggera: "Vado spesso in Svizzera interna e transito sempre dalla linea vecchia perché non mi piace passare da una galleria dove non si vede nulla. Inoltre prima di AlpTransit tutti passavano dalla tratta panoramica e nessuno diceva nulla".