
La chiusura anticipata dalle 5.00 alle 3.00 per le discoteche nei giorni feriali decisa dal Municipio di Lugano - in tempo di crisi, e in una città che si vuole a vocazione turistica - è stata definita dal municipale della Lega Lorenzo Quadri "una ciambella senza buco, e neanche delle più rotonde" (per saperne di più clicca qui). Una misura del genere non poteva certo non creare polemica e sfociare in azioni legali. Ebbene l'Ordinanza municipale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione è entrata in vigore il 9 giugno. E il primo a muoversi con un’azione legale, come anticipa oggi il Corriere del Ticino, è stato ieri il Club 1 di via Cantonale. La discoteca, tramite l’avvocato Marco Garbani, ha infatti inoltrato ricorso al Consiglio di Stato contro la revoca di una precedente autorizzazione a restare aperti fino alle 5.00. "Il Municipio – si legge – pare essersi lasciato prendere da una sorta di nuova moda volta a limitare gli esercizi pubblici nella loro attività. Nota è già la limitazione dei 65 decibel interni proposta a Bellinzona. Ora arriva Lugano che – in piena stagione turistica – limita il lavoro dei locali notturni".
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