
La Procura della Repubblica di Como ha concluso le indagini preliminari sui fatti del 28 novembre 2017, quando un gruppo di 13 militanti del Veneto Fronte Skinheads irruppero senza alcun preavviso nei locali del Chiostro Sant’Eufemia a Como durente una riunione dei volontari dell’Associazione “Como Senza Frontiere” pretendendo, con "violenza e minaccia consistita", silenzio assoluto durante la lettura di un comunicato "teso a stigmatizzare l’attività dell’ Associazione stessa rispetto alla gestione dei migranti giunti a Como e provincia".
Tutti e 13 - si legge in una nota della Procura lariana - sono accusati di istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico vicon l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite e, per uno degli indagati residente in provincia di Como, di aver promosso ed organizzato il reato almeno sin dal 21.11.2017 (con invio di messaggi di carattere organizzativo-inerenti anche l’abbigliamento da indossare in occasione della irrizione- nonchè e logistico).
Tanto è emerso dalle indagini svolte e dall’analisi del materiale sequestrato in occasione delle perquisizioni disposte dal procuratore Nicola Piacente il 7.12.2017 da vari Uffici DIGOS (Como, Brescia, Lodi, Genova, Mantova, Piacenza, che unitamente alla DIGOS di Milano hanno successivamente effettuato approfondimenti investigativi, confluiti in una comunicazione di notizia di reato finale redatta dalla DIGOS di Como).
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