
Si è conclusa con un non luogo a procedere l'inchiesta aperta dalla Procura ticinese in seguito alla frana che il 5 novembre scorso travolse la 31enne Monica e sua figlia Alice nella loro casa di Bombinasco, uccidendole.
Settimana scorsa la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha archiviato l'inchiesta, dopo aver valutato i due rapporti, uno redatto dal geologo cantonale Giorgio Valenti, l'altro dal Commissariato di Lugano, che escludevano responsabilità penali nell'accaduto.
Non ci sono quindi colpevoli per la morte di Monica e Alice. L'inchiesta ha stabilito che la fatale frana fu provocata unicamente dalle intense precipitazioni, abbinate alle condizioni geofisiche del terreno, e che le autorità comunali e cantonali avevano agito in maniera corretta nel rilasciare i permessi per la trasformazione da stalla ad abitazione della casa distrutta dalla frana.
Il Ministero Pubblico segnala che gli accertamenti a suo tempo richiesti erano necessari in considerazioni del decesso delle due persone travolte dalla frana.
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