
Dopo la mozione inoltrata da tre deputati PPD (Giorgio Fonio, Luca Pagani e Maurizio Agustoni) al Consiglio di Stato, anche la Lega si muove affinché vengano chiusi di notte i valichi secondari dopo l'ennesimo colpo a un bancomat della Raiffeisen. In una risoluzione generalizzata indirizzata al Consiglio federale, 15 deputati leghisti - Massimiliano Robbiani, primo firmatario, Stefano Tonini, Daniele Caverzasio, Omar Balli, Lelia Guscio, Mauro Minotti, Amanda Rückert, Sabrina Aldi, Eolo Alberti, Boris Bignasca, Andrea Censi, Fabio Badasci, Bruno Buzzini, Sem Genini ed Enea Pedrini - chiedono di introdurre "definitivamente e a tempo indeterminato" la chiusura di tutti i valichi secondari del Sottoceneri, in particolare del Mendrisiotto.
"Dal 1. Aprile 2017 e per sei mesi i valichi secondari di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga sono rimasti chiusi durante le ore notturne e ciò in risposta ad un atto parlamentare della consigliera nazionale Roberta Pantani" ricordano i granconsiglieri. "Al termine del test voluto per tentare di arginare la criminalità nelle regioni di confine del sud del Ticino, il Consiglio federale ha deciso di non riconfermare tale misura. Le autorità ticinesi avevano ribadito, invece, la necessità della chiusura a fronte di nuove rapine in particolare con l’uso di esplosivi".
"È delle scorse ore l’ennesima rapina ad un bancomat con l’uso di esplosivi da parte di una banda di professionisti del crimine che per ora rimangono impuniti. Non è un caso che questi episodi avvengano di notte e in zone a ridosso del confine con l’Italia. È infatti semplicissimo per i malviventi risalire con il bottino sui loro mezzi e varcare tranquillamente il confine di Stato sparendo letteralmente ed eludendo qualunque controllo di polizia".
Secondo i deputati leghisti il pericolo per i cittadini è "innegabile" e la situazione viene percepita "con grande preoccupazione da parte di chi abita nel Sottoceneri e nel Mendrisiotto in particolare. L’utilizzo di esplosivi denota la presenza di persone spietate che non esitano a far ricorso a mezzi violenti pur di raggiungere l’obiettivo. I ticinesi hanno paura e devono potersi sentire sicuri a casa propria".
"Sebbene il Consigliere federale Ueli Maurer lo scorso dicembre abbia ribadito il proprio "no" alla chiusura notturna dei valichi secondari in Ticino, il Ticino, invece, lo chiede nuovamente. A detta di Maurer gli sbarramenti notturni sperimentati nel 2017 hanno avuto un debole impatto sul tasso di criminalità transfrontaliera. Avessero evitato anche una sola rapina già sarebbe un risultato positivo! La soluzione proposta da Berna di dotare i posti di confine di barriere, che potranno essere abbassate solo in caso di necessità quando ad esempio la polizia organizza una ricerca è assolutamente inefficace perché prima ancora che sia dato l’allarme i malviventi hanno già varcato il confine".
Da qui la richiesta di prendere nuovamente in considerazione la chiusura dei valichi notturni di notte, soprattutto nel Mendrisiotto.
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