
Entro la fine di giugno la Posta chiuderà l’ufficio postale di Gandria. “Perché Lugano non segue l’esempio di Cevio?”, si chiedono in un’interpellanza i consiglieri comunali PPD Lorenzo Jelmini e Rolf Endriss. “(…) la Posta, adottando un metodo più scaltro, ha abbandonato la via della ristrutturazione generale, certamente più rumorosa ed a rischio di contestazione, per adottare il metodo del salame: tagliamo gli uffici postali uno alla volta così da impedire le reazioni della popolazione”, scrivono i consiglieri comunali. Il Municipio di Cevio, confrontato con la decisione della Posta di chiudere l’ufficio, ha deciso di opporsi a questo progetto con il sostegno della popolazione, raggiungendo infine l'obiettivo. I due interpellanti chiedono che anche Lugano difenda l'ufficio di Gandria contro l'imminente chiusura.“Molto probabilmente – si legge ancora -, seguirà la stessa sorte anche l’ufficio postale di Loreto e poi altri uffici situati nei quartieri più discosti dal centro cittadino”. I popolari democratici chiedono così al Municipio se sia stato informato della chiusura dell’ufficio di Gandria e se, in caso positivo, abbia informato la popolazione di Gandria. “Quali iniziative – si legge infine - intende attuare il Municipio per garantire il servizio postale su tutto il territorio di Lugano e a tutta la popolazione con il mantenimento di uffici postali?”.
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