
In considerazione dell’attuale ripresa economica e del rincaro atteso per l’anno prossimo, i sindacati Unia e Syna e la Società svizzera degli impiegati di commercio (SIC) rivendicano un aumento di 100 franchi dei salari minimi nel ramo dei negozi delle stazioni di servizio. "Si tratta di un aumento indispensabile se si vuole garantire il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori - si legge in un comunicato congiunto - L’Associazione dei gestori dei negozi delle stazioni di servizio (AGSS) rifiuta tuttavia di concedere l’aumento salariale richiesto e di pervenire a una soluzione per proteggere i salari nel Canton Ticino".
La delegazione del personale ritiene i salari attualmente in vigore e negoziati nel 2015 troppo bassi, "in considerazione della netta perdita del potere d’acquisto subita da allora dalle lavoratrici e dai lavoratori". La maggior parte degli impiegati delle stazioni di servizio sono donne con un tasso d’occupazione ridotto e "a causa del loro basso reddito, la compensazione della perdita del potere d’acquisto riveste per loro un’importanza capitale".
"Discriminazione salariale in Ticino"Le parti sociali avevano convenuto un salario minimo per il Canton Ticino. "Messo sotto pressione dalla lobby ticinese delle stazioni di servizio, il Consiglio federale ha tuttavia deciso di escludere il Ticino dalle disposizioni in materia di salario minimo previste dal CCL". In questo modo, "le lavoratrici e i lavoratori ticinesi vengono discriminati e non beneficiano di alcuna protezione salariale, benché la vita in Ticino non sia meno cara che in altri cantoni rurali".
I sindacati Unia e Syna e la Società degli impiegati di commercio ritengono "sconcertante" che l’associazione padronale (AGSS) "si rifiuti di prevedere dei salari minimi vincolanti anche per il Ticino" e attendono ora "una proposta costruttiva da parte dell’AGSS volta a eliminare la discriminazione salariale in Ticino".
Anche il sindacato OCST ritiene che che i salari possano e debbano essere aumentati, in particolare in un settore che "gode di buona salute e beneficia di un’estensione dell’orario di apertura sconosciuta alle altre attività commerciali". Pertanto è necessario "intervenire subito per affrontare e risolvere questa anomalia che discrimina palesemente le lavoratrici e i lavoratori ticinesi".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

