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Ticino
Chiesto il divieto del Consiglio centrale islamico svizzero
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Redazione
6 anni fa
Un’iniziativa parlamentare di Piero Marchesi, e firmata da altri 20 parlamentari, chiede che il Ccis e l’Associazione studiosi musulmani vengano vietate al pari dello Stato islamico

“Il Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) e l’Associazione studiosi musulmani (Asm) sono per la Svizzera un pericolo per la sicurezza pubblica”. A sostenerlo è un’iniziativa parlamentare presentata a Berna dal consigliere nazionale Piero Marchesi e sottoscritta da venti deputati appartenenti a diversi partiti. Si tratta di Addor (Udc), Candinas (Ppd), Cattaneo (Plr), De Quattro (Plr), Farinelli (Plr), Giacometti (Plr), Giezedanner (Udc), Grüter (Udc), Heer (Udc), Hurter (Udc), Keller (Udc), Paganini (Ppd), Page (Udc), Quadri (Lega), Regazzi (Ppd), Romano (Ppd), Rutz (Udc), Schläpfer (Udc), Storni (Ps) e Walliser (Udc).

La richiesta di aggiungere anche queste due associazioni alla lista dei gruppi vietati in Svizzera si basa sulla recente condanna di Nicolas Blancho e Qaasim Illi da parte del Tribunale penale federale di Bellinzona. I due sono stati condannati a 15 e 18 mesi sospesi per propaganda a favore di gruppi proibiti, in particolare Al Qaida. Nel motivare la richiesta, Marchesi e co-firmatari ricordano poi altri episodi per i quali le forze di polizia svizzere hanno dovuto attenzionare membri del CCIS e l’ASM, fondata anche questa da Blancho.

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