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Chiesti tre anni di carcere per Xenia Peran
Chiesti tre anni di carcere per Xenia Peran
Chiesti tre anni di carcere per Xenia Peran
Redazione
10 anni fa
Ancora una giornata movimentata per il processo "coreano" e "nazista" all'avvocato luganese

Nuovo, ennesimo, colpo di scena nel processo a carico dell'avvocato luganese Xenia Peran. Questa mattina la Corte ha ricevuto alcune sentenze dal Tribunale federale che ha respinto altrettanti ricorsi presentati dall'avvocatessa luganese contro il proseguimento del processo e contro la nomina dell'avvocato d'ufficio.

L'avvocatessa ha inoltre presentato nuove istanze per richiedere l'audizione di un nuovo testimone e la sospensione del processo. Ma, come evidenziato dal giudice Marco Villa, le istanze sono state presentate nonostante l'imputata si sia proclamata ammalata.

Oltre alle istanze, il giudice ha evidenziato anche le attività della stessa Peran su Facebook, dove nella serata di ieri aveva ribadito la sua tesi secondo la quale il processo (questa volta definito "coreano e nazista") sarebbe "abusivo" e "pilotato" da un giudice, Marco Villa, definito a più riprese "incostituzionale".

La corte, per decidere sulla richiesta di sospensione inoltrata dalla Peran, ha sospeso ulteriormente il procedimento e si è riunita in camera di consiglio dove ha però infine deciso di continuare con il procedimento, poiché "All'imputata è stata data ampia possibilità di presentarsi".

Aggiornamento delle 15:40

Al termine della sua requisitoria - durante la quale ha rispedito al mittente le accuse rivoltegli dall’imputata, che lo aveva accusato di essere “un massone invischiato in un omicidio” e di "trescare con i mafiosi" - il procuratore pubblico Paolo Bordoli ha chiesto una pena detentiva di tre anni da espiare, una pena da 10 aliquote da 400 franchi (per ingiurie) e l’interdizione dall’esercizio della professione sempre per tre anni per l’avvocatessa luganese Xenia Peran.

Per l’accusa, l’imputata ha agito per mero tornaconto personale e non in base a un desiderio di giustizia nei confronti dei “cattivi”.

Il procuratore pubblico ha inoltre evidenziato come non si sia trattato di un processo a Xenia Peran contro i “cattivi”: Ferlaino e gli altri accusatori hanno infatti già ammesso il reato di evasione fiscale.

Aggiornamento delle 18.30:

La giornata si è conclusa con l'arringa difensiva dell'avvocatessa d'ufficio Caterina Jaquina, che proprio Peran ha chiesto di sostituire visto che "non la difende abbastanza" (vedi articolo suggerito).

"Il mio compito non è facile" ha infatti esordito la legale Jaquina. "L'imputata non ha nessuna fiducia in me. Ho potuto parlare con lei solo due volte e non ho potuto preparare adeguatamente la difesa. Ma ritengo che, come tutti, Peran abbia diritto a una difesa, laddove è difendibile".

L'avvocata ha quindi chiesto che la sua assistita venga prosciolta da alcuni reati patrimoniali, chiedendo che venga giudicata in base agli atti legati al procedimento, e non al contorno del processo, durante il quale Peran ha inoltrato numerosi ricorsi.

La sentenza è attesa domani alle 14.

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