
Volano le accuse tra la Rete ferroviaria italiana (RFI) ed il Gruppo Claudio Salini in seguito alla rescissione del contratto per la costruzione della tratta italiana della ferrovia Stabio-Arcisate.
All'indomani del comunicato con il quale RFI ha annunciato la risoluzione dell'accordo, addossando tutte le responsabilità all'azienda appaltatrice, l'ingegnere Claudio Salini presenta la sua replica, rispedendo tutte le accuse al mittente.
"In Svizzera abbiamo lavorato con la stazione appaltante per risolvere i problemi emersi nel tratto elvetico ed anche in tale tratta ci sono stati aumenti di spesa e problematiche inerenti lo smaltimento delle terre in esubero" spiega Salini, "ma ciò non ha portato al fermo dei lavori e l'incremento globale dei costi, nell'ordine del 20% dell'importo originario dell'appalto, non ha creato alcun problema all'esecuzione dei lavori."
Passando al versante italiano, Salini ricorda che già nello scorso febbraio aveva "espresso la necessità di reperire almeno altri 30 milioni di euro, cifra da definire meglio solo a valle delle prescrizioni imposte a seguito dell'approvazione del CIPE, che comunque si attestava intorno al 15% del valore attuale del contratto e dell'originario importo posto a base di gara nel 2008."
Settimana scorsa, poi, la ditta Salini ha chiesto a RFI lo stanziamento di 52 milioni di euro "per ultimare il 65% delle opere della Stabio-Arcisate", ma RFI ha risposto di essere pronta a versare "solo un milione di euro, dichiarando la palese intenzione di voler interrompere il rapporto contrattuale con la Salini."
Ciò che è poi avvenuto. Salini ribadisce comunque di "aver sempre perseguito la volontà di portare a termine i lavori, sottoponendo ripetutamente a RFI, dall'agosto 2011, soluzioni tecniche ed economiche atte a terminare l'opera negli originari tempi contrattuali, ma le stesse sono state tutte archiviate senza possibilità di dialogo costruttivo, che probabilmente avrebbe permesso di inaugurare la tratta italiana contestualmente a quella svizzera con sostanziale risparmio di tempo e soldi."
"Ora" conclude Salini, "resta una ferita aperta in un territorio che per anni ha dovuto subire tale braccio di ferro al quale oggi tutti abbiamo perso, a causa del fallimento del dialogo e del buonsenso. Auspico che la Stabio-Arcisate non sia un'altra delle tante opere ferroviarie incompiute in Italia."
Precisazione:
Al contrario di quanto affermato da Claudio Salini, le FFS smentiscono che in Svizzera vi sia stato un incremento di spesa. Come dichiarato dalla portavoce Roberta Trevisan al Corriere del Ticino, "il budget è stato rispettato".
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