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Ticino
Chiesta un'ispezione al sistema di videosorveglianza
Chiesta un'ispezione al sistema di videosorveglianza
Chiesta un'ispezione al sistema di videosorveglianza
Redazione
8 anni fa
UDC e Lega si rivolvono al presidente del Consiglio comunale: "I monitor sono accessibili a chicchessia"

Si torna a parlare di videosorveglianza a Bellinzona: in una lettera indirizzata al presidente del Legislativo i consiglieri comunali UDC-Lega dei Ticinesi hanno infatti chiesto di organizzare una pubblica ispezione al sistema di videosorveglianza della Città.

"Testimonianze da noi raccolte affermano infatti che contrariamente a quanto affermato dal Municipio l’accesso alle registrazioni non è limitato a funzionari di polizia specialmente formati, ma bensì è consentito un po’ a tutti, dalla segretaria allo sportello, ai tecnici AMB e persino a qualche impiegato UTC della nettezza urbana - evidenziano i consiglieri comunali -  Inoltre non verrebbe tenuta una registrazione di tutti quei funzionari che per motivi vari asportano su pennette USB dei dati personali dei cittadini".

"Tutto da verificare, beninteso, ma da verificare - rimarcano - La videosorveglianza è un sistema di controllo molto efficace che UDC e Lega hanno sempre sostenuto.Tuttavia i recenti casi di abusi e di violazione della privacy dei cittadini venuti alla ribalta, ci impongono di accertare che anche nella pratica un simile potente strumento non venga dato in mano a chiunque".

Di seguito il testo della lettera indirizzata al Presidente del Consiglio comunale:

Stimato Presidente,

la protezione della sfera privata del cittadino è uno pilastri dello stato democratico svizzero, saldamente piantato nella costituzione federale.La necessità proteggere la nostra privacy è tornata alla ribalda dopo che si è scoperto che Facebook, la Posta, i grandi magazzini, le Casse malati, eccetera vendono e comprano dati personali allo scopo di lucrare o di manipolare il cittadino.

Come consiglieri comunali UDC-Lega, il 9 aprile 2018 abbiamo inoltrato una interpellanza per sapere se ci sono rischi di abusi nella gestione delle registrazioni che le 40 potenti telecamere installate sul territorio effettuano giorno e notte. Dove vanno a finire questi filmati? C’è il pericolo che qualche malintenzionato se ne impossessi illegalmente?

Pur essendo composto da ben tre avvocati, il Municipio ha risposto con un po’ di fastidio che tutto è in regola. Secondo il Municipio, soltanto funzionari di Polizia specialmente autorizzati hanno accesso alla videosorveglianza, la quale sarebbe protetta da speciali credenziali.

Testimonianze da noi raccolte affermano una realtà diversa. I monitor sono piazzati negli uffici della Polizia, aperti 24h su 24h, e sono accessibili a tutti dalle segretarie amministrative alle donne di pulizia. La signorina allo sportello può guardare la videosorveglianza, anche se non ha la formazione richiesta dalla Legge.

Ogni tanto semplici impiegati dell’UTC verrebbero piazzati davanti ai monitor per controllare chi ha ficcato il sacco della spazzatura verde al posto di quello rosso.Insomma in pratica la videosorveglianza funzionerebbe senza rigorosi controlli. Funzionari statali o di polizia possono raccogliere dati su pennette USB, senza che venga allestito un apposito registro con il giustificativo di questi prelievi.

Infine i tecnici della AMB che gestiscono l’impianto di videosorveglianza hanno libero accesso a tutte le registrazioni, contrariamente a quanto affermato dal Municipio. Il Municipio stesso nella sua risposta ha dovuto ammettere che qualcosa di illegale c’è: mentre il regolamento impone di consultare la Commissione Comunale della Protezione dei Dati prima di posare le videocamere, il Municipio ha tranquillamente risposto che questa Commissione non è neppure stata costituita.

Trattandosi di un tema di interesse pubblico, le chiediamo di organizzare con esponenti di ogni gruppo politico rappresentato in Consiglio Comunale una visita aperta alla stampa del sistema di videosorveglianza della nuova Bellinzona.

Visiteremo gli uffici di polizia e quelli della AMB e ci faremo spiegare dagli agenti e dai tecnici come funziona la registrazione e lo stoccaggio dei dati personali dei cittadini.Saremo così in grado di proporre gli eventuali correttivi per evitare che i dati personali dei bellinzonesi finiscano in mani sbagliate.

La videosorveglianza è certamente uno strumento importante per la tutela del cittadino ma deve essere attentamente controllata da persone formate al rispetto della libertà

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