
75 aliquote giornaliere da 30 franchi l'una (sospese condizionalmente per due anni), una multa di 450 franchi e il pagamento di spese e tasse di giustizia, per tentata estorsione e denuncia mendace.
È questa la pena decisa ieri dalla giudice della Pretura penale Sonia Giamboni Tommasini nei confronti di una donna straniera residente nel Bellinzonese che minacciò il suo amante. Lo riferisce il Corriere del Ticino.
La donna, sotto mentite spoglie, aveva minacciato l'uomo di svelare la relazione clandestina a sua moglie e ai suoi figli, chiedendogli 20'000 franchi in cambio del silenzio.
L'uomo non aveva pagato e l'aveva denunciata. Lei, a sua volta, lo aveva poi denunciato per abusi sessuali.
In giustizia la procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva condannato la donna tramite decreto d'accusa. Ma lei, patrocinata dall'avvocato Yasar Ravi, aveva impugnato il decreto.
E quindi i fatti, a ormai sei anni di distanza, sono giunti in aula. Dove la giudice non ha avuto dubbi: quello della donna è stato un ricatto, mentre il presunto abuso sessuale è stato un rapporto consenziente.
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