
Ieri l'annuncio via stampa: "Lascio la presidenza dell'Udc, a marzo non mi ripresenterò per un altro mandato", affermava Marco Chiesa. Oggi il primo bilancio del lavoro svolto dal ticinese in questi anni alla guida dei democentristi. "Di solito è meglio lasciare quando le cose vanno bene, piuttosto che quando vanno male", ha commentato a Ticinonews Pierre Rusconi, ex consigliere nazionale Udc, granconsigliere e presidente cantonale. "In più mi posso immaginare l'impegno agli Stati, quello alla guida del partito e quello richiesto dalla famiglia. Credo che ci siano delle priorità nella sua vita, come in quella di tutti noi". Per Rusconi il Ticino dalla prossima primavera non avrà "meno voce" a Berna. "La deputazione ticinese, di cui fa parte anche Chiesa, dovrà fare un buon lavoro. Ma non credo che il nostro Canton sarà relegato in seconda fila per il cambio alla guida dell'Udc".
"L'Udc ha sfondato il Röstigraben grazie a un latino"
Con Chiesa alla guida dei democentristi, l'Udc ha ottenuti risultati positivi anche in Ticino e Romandia. "Sicuramente è stata fatta una scelta e un tentativo, a mio avviso, di provare a sfondare il Röstigraben. E ci è riuscita grazie a un latino. Penso che questa sia stata una scelta tattica che ha portato i suoi frutti, si è riequilibrato il peso interno nel Partito". Inizialmente, ha aggiunto Rusconi, "Chiesa ha avuto un po' di difficoltà in Svizzera tedesca, forse è stato accolto con un po' di diffidenza, ma l'impressione finale -e i risultati lo confermano- è stata positiva".
"Un altro latino alla presidenza"
Il nuovo presidente verrà eletto il 23 marzo e nel frattempo è già partito il toto nomi. Uno dei papabili potrebbe essere il consigliere nazionale svittese Marcel Dettling, vicepresidente dell'UDC e responsabile della campagna alle ultime elezioni. Si fa anche il nome della consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz. Ma la lista potrebbe allargarsi anche al consigliere nazionale lucernese Franz Grüter e quello bernese Lars Guggisberg. Gettando uno sguardo alla sempre molto influente sezione zurighese dei democentristi, nomi su cui focalizzarsi potrebbero essere i consiglieri nazionali Gregor Rutz e Alfred Heer. Chi invece si chiama subito fuori è il loro collega vallesano alla Camera del popolo Jean-Luc Addor, secondo cui la presidenza di un partito svizzero è "una follia". Rusconi non ha alcuna idea, ma per lui "l'Udc dovrebbe puntare ancora su un latino, in modo che l'onda lunga di Chiesa possa continuare".

