
"Ho buttato via il mio futuro, ho sbagliato, chiedo perdono allo Stato svizzero". Non è bastato il sincero pentimento del 33enne nigeriano comparso ieri in aula penale a Lugano per rispondere di un vasto traffico di cocaina ad evitargli una pena detentiva.
Quattro anni e mezzo di carcere da espiare gli sono stati inflitti dal giudice Mauro Ermani, un anno in meno rispetto a quanto chiesto dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli.
Il traffico diretto dal 33enne, inizialmente stimato in 3,6 chili ma poi ridotto a 1,9, è avvenuto tra il 2008 e il 2013. Insieme al nigeriano, vi hanno partecipato sua moglie, un 49enne italiano ed un 58enne ticinese.
Questi ultimi tre imputati sono tutti stati condannati a pene sospese: un anno per la moglie, due anni per il 49enne e 20 mesi per il 58enne. Il 33enne nigeriano, invece, ha dovuto tornare in carcere al termine del processo. "Non è uno spacciatore da strada, ma un buon trafficante" lo ha definito Ermani.
Oltre all'infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti, i quattro imputati sono stati riconosciuti colpevoli anche di riciclaggio di denaro, per complessivi 150mila franchi.
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