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"Chiederemo a Berna di fermare Gobbi"
"Chiederemo a Berna di fermare Gobbi"
"Chiederemo a Berna di fermare Gobbi"
Redazione
10 anni fa
AITI intende opporsi con ogni mezzo alla riorganizzazione dell'Ufficio della migrazione. "Un ostacolo all'economia"

L'Associazione industrie ticinesi (AITI, nella foto il direttore Stefano Modenini e il presidente Fabio Regazzi) torna oggi a tuonare contro la riorganizzazione dell'Ufficio della migrazione presentata giovedì scorso dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

"Tale riorganizzazione è stata decisa dal Dipartimento prima e dal Governo cantonale poi senza procedere a consultazione delle parti interessate, essenzialmente le organizzazioni economiche e i partner sindacali" denuncia AITI in una comunicazione inviata agli associati.

"La riorganizzazione dei servizi della migrazione avverrà in due fasi e riguarderà in primo luogo la progressiva chiusura degli uffici regionali degli stranieri distribuiti sul territorio cantonale e nuove modalità di accertamento dei documenti di identità delle persone straniere che intendono presentare domanda di permesso o di rinnovo dello stesso" ricorda AITI.

"A nostro giudizio le nuove procedure in materia di controllo della migrazione rappresentano un chiaro ostacolo all'attività economica delle imprese" tuona l'associazione degli industriali. "Tali modalità sono state motivate con un necessario processo di razionalizzazione della spesa pubblica e con l'obiettivo di migliorare il controllo dei flussi migratori concernenti i permessi per stranieri. Giudichiamo estremamente grave e problematico il cambiamento d'approccio nella gestione dei permessi di lavoro verso un sostanziale approccio di polizia, che è ben lontano dall'esprimere una sensibilità verso le esigenze delle imprese e di chi vi lavora."

"Purtroppo queste non sono le prime decisioni della politica e delle istituzioni di questo Cantone che di fatto vanno a penalizzare l'attività economica e d'impresa" scrive ancora AITI. "Nel caso in questione, come è stato in precedenza, intendiamo a breve termine informare le autorità federali delegate ai compiti di controllo della migrazione e richiedere una loro presa di posizione in merito, in quanto a nostro giudizio le decisioni prese a livello cantonale sulla migrazione ledono il diritto federale e gli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera in materia di libera circolazione delle persone. In seconda battuta prossimamente è previsto un incontro fra le principali organizzazioni economiche e l'Ufficio cantonale della migrazione, da noi sollecitato, allo scopo di discutere e verificare le procedure che saranno introdotte prossimamente dal Cantone."

"Non lasceremo nulla di intentato, dovesse costarci anche di ricorrere ai tribunali, per impedire che le imprese di questo Cantone e le loro collaboratrici e collaboratori debbano subire ulteriori e ingiustificate discriminazioni" prosegue AITI. "Il controllo dei flussi migratori è doveroso ma ciò non può tradursi nell'adozione di misure e procedure che di fatto sono tese a impedire che le aziende di questo Cantone assumano manodopera estera."

"Naturalmente avremo modo di esprimere anche pubblicamente il disappunto del mondo economico, come abbiamo già fatto a caldo e in prima battuta dopo la presentazione delle nuove regole lo scorso 2 febbraio" conclude AITI.

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