
Prima della tanto attesa votazione c'è stato spazio per due interventi. Il capogruppo Daniele Caverzasio ha annunciato che "visto l'accaduto e l'importanze dalle nomina è ora di passare a una nomina popolare, almeno per il pg". "Presenteremo un iniziativa in tal senso", ha concluso.
Il deputato indipendente Jacques Ducry è tornato sulla questione dello studio zurighese: "La Commissione di esperti trasmette informazioni non vincolanti. L'Ufficio presidenziale mesi ora sono aveva chiesto un parere esterno. Dai media sono usciti degli 'spifferi' sui risultati, ma non possiamo sapere in base a quali criteri è stato redatto questo documento. Nessuno di noi tranne i membri dell'Ufficio presidenziale ha potuto visionarlo".
Ducry ha ribadito l'importanza e la delicatezza del ruolo del PG ("per me è la più importante del Paese"), "ma così ci si priva di uno strumento utile per valutare i candidati, forse per sfruttare proprio quanto emerso dalla stampa, e questo non è corretto. In primis nei confronti dei quattro candidati. Siamo in procinto di eleggere qualcuno senza tener conto di una perizia commissionata con soldi pubblici senza una vera cognizione di causa".
"Questo Paese non merita l'elezione popolare" ha concluso Ducry a titolo personale. "Mi chiedo come abbiano fatti i capigruppo ad accettare un approccio del genere".
Il presidente dell'Ufficio presidenziale Walter Gianora ha replicato sostenendo che l'Ufficio presidenziale ha commissionato questo assessment su indicazione della Commissione di esperti, che ha in seguito deciso di non ritenerlo idoneo. I due pareri giuridici sono giunti unanimamente alla stessa conclusione, ovvero che lo studio non può essere distribuito".
Ducry ha ribattuto sostenendo che chiedere i suddetti pareri giuridici sia stata un'arrampicata sugli specchi "degna del Gatto Silvestro".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

