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Ticino
Chiede l'assistenza pur vivendo in Italia: nulla da fare
Chiede l'assistenza pur vivendo in Italia: nulla da fare
Chiede l'assistenza pur vivendo in Italia: nulla da fare
Redazione
9 anni fa
Il caso è finito al Tribunale federale, che ha dato ragione all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento

Sia il Tribunale cantonale delle assicurazioni sia il Tribunale federale hanno respinto il ricorso di un cittadino italiano classe 1963 che chiedeva di poter percepire prestazioni assistenziali dal Canton Ticino nonostante vivesse in Italia.

Il caso era emerso nel settembre 2016, quando l'uomo chiese all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) il rinnovo delle prestazioni assistenziali. L'USSI bocciò la richiesta, "in quanto dagli estratti conto dell'interessato risultava che il medesimo risiedeva regolarmente in Italia dove vivono la moglie e due figlie".

L'uomo presentò un reclamo contro la decisione, ma l'USSI confermò il suo precedente provvedimento, osservando "che in Italia la moglie è proprietaria della casa d'abitazione e lavora. Il reclamante ha la moglie e due figlie, quindi la parte essenziale del nucleo familiare, in Italia, dove è pure proprietario della casa."

La vicenda approdo quindi, su ricorso, al Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale rilevò che l'uomo aveva effettivamente vissuto in Ticino in passato, ma che "il domicilio assistenziale termina con la partenza dal Cantone". Nonostante l'uomo disponga tuttora di un permesso C, i giudici decisero quindi di respingere il suo ricorso (la sentenza è stata pubblicata ieri). Lo stesso ha fatto, in seguito, il Tribunale federale, che non è nemmeno entrato nel merito in quanto "il ricorrente non ha versato l'anticipo spese entro il termine improrogabile stabilito".

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