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Chiede 250'000 franchi al suo avvocato: "Non mi difende"
Chiede 250'000 franchi al suo avvocato: "Non mi difende"
Chiede 250'000 franchi al suo avvocato: "Non mi difende"
Redazione
10 anni fa
Una donna accusava la sua legale d'ufficio di "comportamento indegno, vergognoso e autoritario"

Non è sempre facile rivestire il ruolo del difensore d'ufficio in occasione di procedimenti penali.

Ne sa qualcosa l'avvocatessa ticinese che si è vista chiedere 250'000 franchi, più gli interessi, dalla donna che si era ritrovata a difendere nel 2009. Quest'ultima, dopo la condanna in giustizia, aveva presentato la richiesta di risarcimento sostenendo che l'importo le fosse dovuto "per gravi danni morali-materiali-spese, lesione dell'onore e della dignità, cagionati con intenzione-infedeltà-negligenza-incoscienza-irresponsabilità, grave abuso autoritario del suo operato esercitato abusivamente con comportamento indegno, vergognoso-autoritario e irrispettevole della sua attività professionale-ritiro del mandato assunto non rispettato" e per aver "esercitato il patrocinio abusivamente senza il mio assenso da vera e propria padrona assoluta senza neppure essere stata contattata e informata nella causa."

Inizialmente l'avvocatessa aveva soprasseduto alla richiesta, ma quando le era pervenuto il terzo precetto esecutivo aveva deciso di querelare la sua ex assistita. Nel 2011 la donna era stata quindi condannata per diffamazione, dapprima dalla Pretura penale e poi, a furia di ricorsi, fino dal Tribunale federale, che nel 2014 aveva pure dichiarato inammissibili le sue richieste finanziarie.

Ma nel frattempo la donna aveva spiccato ulteriori precetti esecutivi contro l'avvocatessa, sempre per il medesimo importo. E quest'ultima aveva nuovamente querelato la sua ex assistita per diffamazione.

La donna è quindi stata nuovamente condannata in Pretura penale per diffamazione, a 90 aliquote giornaliere di 40 franchi, oltre al pagamento di tasse e spese di giustizia.

Ma anche stavolta la donna aveva interposto ricorso a tutte le istanze contro la condanna, chiedendone l'annullamento nonché l'integrale accoglimento della sua richiesta di indennizzo.

Ancora una volta, però, i giudici del Tribunale federale non hanno ravvisato elementi validi a dimostrare la veridicità delle accuse formulate dalla donna nei confronti della sua legale. Con sentenza pubblicata oggi, il ricorso è quindi stato respinto. Oltre a non ricevere alcun risarcimento, la donna dovrà ora sobbarcarsi anche le spese giudiziarie del ricorso al Tribunale federale, pari a un importo di 1'200 franchi.

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