
Vera beneficenza o vera truffa? Stamane sul Corriere del Ticino, Marcello De Tullio, responsabile dell'associazione Cuore per il Benin, ha esposto la sua lamentela nei confronti del Municipio di Chiasso. Un Municipio reo di aver revocato l'autorizzazione per l'utilizzo di una palestra comunale al fine di tenervi una tombola benefica, prevista per la domenica appena trascorsa. A due giorni dalla tanto attesa data il Municipio ha fatto dietrofront e annullato tutto. Attirandosi gli strali di De Tullio, che ha polemizzato affermando: "Da tutto ciò abbiamo capito che a Chiasso è più facile far del male che del bene".Subito in mattinata è giunta una puntualizzazione del Comune di Chiasso. Trattasi di una lettera scritta da Don Raoul Gansa, indicato dall'associazione Cuore per il Benin come destinatario delle offerte raccolte, il quale si distanzia da questa presunta opera benefica, nata senza che egli sia stato consultato, tantomento informato.Ora è l'arciprete Don Gianfranco Feliciani a prendere posizione sulla diatriba. Lo fa ai microfoni di Radio 3i, difendendo Don Raoul Gansa, e tutti gli onesti cittadini, da quella che reputa un'azione "sospetta"."Colgo l'occasione di questo piccolo incidente per chiarire un fenomeno, un pericolo che serpeggia in mezzo a noi" ha esordito Don Feliciani. "La nostra gente, sappiamo, è generosa di fronte a missionari, preti o suore che domandano aiuto e che vengono un po' da tutto il mondo. Però certo bisogna stare attenti perché il bene bisogna farlo bene." "Nel caso specifico di Don Raoul Gansa, che è un nostro carissimo amico, un prete del Benin che ha studiato alla Facoltà di Teologia di Lugano, siamo rimasti allibiti nel vedere che sorge un'associazione, Cuore per il Benin, che fa il nome di Raoul senza che questi sia stato interpellato" ha proseguito l'arciprete. "Beh, non si giudica la buona fede della persone però la cosa è strana, sospetta" ha aggiunto. "Tutto l'aiuto che il buon popolo di Dio, la buona gente di Chiasso e del Ticino vuole offrire a lui, che passi attraverso il diretto interessato, che fa capo alla parrocchia di Chiasso. Lui si discosta totalmente da un'associazione che porta il suo nome senza che ne sia interessato." Don Feliciani ha concluso affermando che "le fonti di bene sono tante. Tutte però devono essere portate avanti nella chiarezza, nella trasparenza. Se un'associazione nasce senza informare il diretto interessato, io dico no, assolutamente no. Oggi più che mai, in un periodo di crisi economica, è necessaria la chiarezza."
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