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Chiasso: un bel progetto "si arena nella burocrazia"
Chiasso: un bel progetto "si arena nella burocrazia"
Chiasso: un bel progetto "si arena nella burocrazia"
Redazione
10 anni fa
Il Municipio voleva far ripitturare alcuni muri agli allievi delle scuole. "Manco avessimo scritto alla Casa Bianca"

Da circa due anni la fondatrice di SOS Ambiente Patrizia Bertanza stava portando avanti un progetto, in collaborazione con il Municipio di Chiasso, con l'obiettivo di far pulire e ripitturare alcuni muri delle strutture scolastiche cittadine agli allievi delle scuole elementari, delle medie e ad alcuni giovani del Progetto Macondo.

Il progetto avrebbe dovuto andare in porto in questo mese di giugno ma, come riferisce la signora Bertanza al Giornale del Popolo, "si è arenato proprio nella fase finale a causa di una assurda burocrazia."

Bertanza spiega al GdP che per poter dipingere il muretto che fa da confine alla palestra "con simpatici e bellissimi disegni ideati dai ragazzi con l'aiuto della docente e del pittore dell'Ufficio tecnico comunale" serve il permesso del Cantone, dato che il muro è di sua proprietà. Un permesso "chiesto e sollecitato più volte dal Municipio di Chiasso", ma mai arrivato.

Negli ultimi quattro mesi la richiesta è passata da una scrivania all'altra, dal DECS all'Ufficio beni monumentali e beni culturali, dall Commissione bellezze naturali alla sottocommissione arti visive, dove si è arenata. "Pur con tutta la trafila burocratica e i passaggi assurdi da un ufficio all'altro ribadisco che non è concepibile che non sia arrivata una risposta in quattro mesi" afferma Patrizia Bertanza. "Manco avessimo scritto alla Casa Bianca."

La donna ha quindi chiesto di poter disegnare su un altro muro, quello della palestra comunale. "Richiesta che avrebbe potuto risolvere tutti i problemi, ma non è stata approvata dall'architetto in quanto il disegno dei ragazzi avrebbe tolto spazio all'opera bronzea di Weiss presente sul muro dell'edificio" spiega Bertanza. "E nessuna alternativa è stata proposta."

I disegni dei bambini resteranno quindi nei cassetti. "Mi auguro che il seme lanciato possa prima o poi germogliare e che qualcuno abbia voglia di riprendere questa idea" conclude Bertanza.

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