
Chiasso è la terza città più vecchia della Svizzera. Lo scrivono in un'interrogazione al Municipio della cittadina di confine i consiglieri comunali Giorgio Fonio (PPD, primo firmatario), Jessica Bottinelli (Verdi) e Denise Maranesi (Unione socialista).
I tre esordiscono scrivendo che l’invecchiamento demografico è un dato oggettivo e incontrovertibile: "Il nostro Cantone detiene la maglia nera nella classifica nazionale per quanto concerne il tasso di natalità. A fronte di una media svizzera di 10.2 nascite per ogni mille abitanti, in Ticino il tasso si situa a 8.3 nascite ogni mille abitanti. La conseguenza evidente è quella che stiamo assistendo e assisteremo ad un constante invecchiamento della cittadinanza. Avremo quindi la necessità di rivedere, anche a livello comunale, la gestione dell’assistenza agli anziani che risiedono ancora al proprio domicilio o in casa anziani."
Fonio, Bottinelli e Maranesi proseguono citando i dati pubblicati dalla “Statistica delle città svizzere 2015”, secondo i quali Chiasso è il terzo più “vecchio” della Svizzera. "Il 9% delle persone che risiedono a Chiasso hanno superato i 79 anni a fronte di una media nazionale del 4.9%" sottolineano. "Ancor più impressionate il dato degli ultra ottantenni che, come riportato da Extra Dati, elaborato dall’ufficio di statistica, a Chiasso è pari a 33.5 anziani ogni 100 anziani a fronte di una media cantonale che si situa tra i 20 e i 30 anziani ogni 100."
"Allo stato attuale delle cose, all’interno del nostro comprensorio quando vi sono anziani in difficoltà che vengono segnalati, possono intervenire i vari Enti presenti sul territorio: Servizio sociale comunale, Pro Senectute, ACD, ARP, CA, medici, ecc.) a loro sostegno" scrivono i tre consiglieri comunali. "Vi sono però delle situazioni che, per probabile mancanza di coordinamento, sfuggono alla loro attenzione."
A titolo di esempio Fonio, Bottinelli e Maranesi ricordano "un caso di una signora anziana con un’importante demenza che viveva sola al domicilio nonostante diversi problemi nelle attività della vita quotidiana, come un’alimentazione inadeguata, disorientata nel tempo, incapace di gestire le sue pratiche amministrative, ecc. Si è venuti a conoscenza della situazione grazie alla segnalazione del padrone dell’abitazione che, da qualche mese non riceveva più il pagamento dell’affitto. Prima di procedere allo sfratto, ha segnalato la situazione alla casa anziani che ha provveduto a fare un sopralluogo chiedendo in seguito l’intervento dell’ARP. E’ risultato che la signora aveva degli scoperti con il suo medico, sfociati poi in un attestato di carenza beni."
" Come si sarebbe potuto evitare questa spiacevole situazione e altre analoghe?" si chiedono i tre. "E come migliorare l’offerta e l’informazione sul territorio in futuro per evitare situazioni simili?"
Visto quanto sopra, i tre consiglieri comunali pongono le seguenti domande al Municipio:
"Vi è un approccio di consulenza (diritti, offerta dei Servizi sul territorio) alle persone che entrano nell’età del pensionamento? Viene effettuato un monitoraggio? Quanti sono i casi di anziani seguiti dal Servizio sociale comunale? E quanti da Pro Senectute o da altri Servizi (ACD, ARP, Servizio psico-sociale)?Come vengono attivate le risorse? Vi è un coordinamento delle stesse per gli anziani del territorio? Da parte di chi? Qual è la procedura da seguire? Il Municipio si è mai chinato sulle problematiche inerenti le persone anziane? Come valuta l’Esecutivo l’assistenza e il sevizio offerto ai nostri anziani dal Servizio sociale comunale? Cosa si potrebbe migliorare? Come?"
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