
Interrogatorio fiume quello che ieri ha impegnato da un lato Sebastien Schneider, il presunto omicida di Chiasso, e la titolare dell’inchiesta Rosa Item. Si è trattato del primo faccia a faccia, alla presenza del legale del vodese, Stefano Camponovo, dopo l’uccisione avvenuta lo scorso 24 aprile di Samuele Giorgi. Durante l’interrogatorio (scrivono oggi i quotidiani Corriere del Ticino e la Regione) Schneider ha riconosciuto il coltello, arma ritrovata giovedì nell’appartamento in cui il vodese si era rifugiato dopo i fatti. Ha ammesso nuovamente di averla impugnata (come da noi anticipato nei giorni scorsi), ma – ha ricordato l’avvocato Camponovo – questo non significa che l’intenzione fosse quella di uccidere. L’arma, lo ricordiamo, si trovava nell’appartamento di un 39enne, tossicodipendente, pure arrestato pochi giorni dopo il fatto.L’inchiesta prosegue per capire esattamente la dinamica del dramma e cosa abbia portato all’omicidio. Saranno molti, ha confermato Camponovo, i testimoni da sentire.
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