
Era il dicembre 2005 quando tra Via Soldini e Via 1. Agosto a Chiasso fu scoperta una Fiat Uno con tredici taniche di benzina a bordo e tutto il necessario per farle esplodere. Una vera e propria autobomba. Le indagini portarono al proprietario della vettura, una persona di Morbio Inferiore. Fu a lungo interrogata ma alla fine risultò essere vittima del furto d’uso della vettura. Le indagini furono condotte sia dalla polizia scientifica ticinese coadiuvata da quella zurighese. Il magistrato incaricato del caso era Mario Branda, il quale trasmise l’incarto ai colleghi federali, come d’uso quando si tratta di inchieste che riguardano esplosivo. Ora, come riferisce il Corriere del Ticino, a Berna hanno deciso di abbandonare il caso. Infatti le indagini non hanno portato a nulla di concreto. Il Ministero pubblico della Confederazione “ha sospeso le indagini in Svizzera fino a quando non si scopriranno nuove prove o nuovi fatti che rendano verosimili la colpevolezza di uno o più imputati, attualmente sconosciuti”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

