
Gli estimatori dell'arte si fregavano già le mani. Per il 15 gennaio 2014, domani, l'Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio aveva infatti indetto un'asta pubblica durante la quale sarebbero state vendute 13 preziose opere d'arte, tra cui un Picasso, un Dalì e un Giacometti, di proprietà di un avvocato chiassese.
Un succulento patrimonio artistico che ha fatto gola a molte persone. Ma oggi è giunto il dietrofront, l'asta è stata revocata. "Il debitore ha ottenuto un dilazionamento del pagamento ed ha già provveduto a saldare una prima rata, per cui la vendita dei suoi beni è stata revocata" spiegano dall'Ufficio esecuzione e fallimenti.
Ciò non toglie che le opere d'arte, per ora, restano pignorate. E che se il debitore non dovesse rispettare il piano di dilazionamento, le stesse tornerebbero in vendita.
Ma questa è musica di un eventuale futuro. Per ora le 13 opere d'arte restano nelle mani dell'Ufficio esecuzione e fallimenti. In attesa di conoscere il proprio destino.
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