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Chiasso: "Questo non è razzismo"
Chiasso: "Questo non è razzismo"
Chiasso: "Questo non è razzismo"
Redazione
10 anni fa
Parla il padre accusato di gettare benzina sul fuoco alle Scuole medie: "Il 14enne eritreo ha bisogno di aiuto"

A fomentare le tensioni alle Scuole medie di Chiasso, sfociate negli ultimi giorni in tre pestaggi che hanno visto coinvolto un 14enne eritreo, sarebbe "un personaggio noto per le sue simpatie leghiste", secondo quanto dichiarato dalla direzione dell'istituto scolastico al Corriere del Ticino.

Ma il "personaggio noto per le sue simpatie leghiste", padre di uno dei bambini picchiati dal 14enne eritreo, contesta fermamente questa versione.

L'uomo, che ci ha contattati stamattina, smentisce in primo luogo di essere un leghista. "Voto per le persone che mi ispirano fiducia, di qualsiasi partito esse siano" afferma. "È vero che sono stato a una festa della Lega, ma partecipo spesso anche a quelle del PLR o del PPD. Mi piace andare d'accordo con tutti."

In modo ancor più fermo, l'uomo smentisce di essere un razzista. "Il migliore amico di mio figlio è kosovaro ed è una bravissima persona" dichiara. "Preferisco che sia amico di uno straniero così che di uno svizzero cattivo. E a casa mia ogni giorno entrano bambini di ogni nazionalità, senza che ci sia mai stato un problema. Anzi, mi fa piacere che i miei figli possano crescere a contatto con persone di culture diverse."

Il padre sottolinea poi che in occasione del "famoso" pestaggio per una palla di neve, suo figlio era dalla parte del 14enne eritreo, che l'ha picchiato solo in seguito dopo che egli aveva cercato di difendere un compagno.

A suo dire, quindi, le tensioni scaturite di recente alle Scuole medie di Chiasso non hanno nulla a che vedere con il razzismo, ma con i problemi personali del 14enne. "Quel ragazzo ha bisogno di essere seguito, altrimenti ne combinerà ancora tante altre" afferma. "Ancora sabato scorso fuori dal Midnight ha minacciato altri ragazzi con una lastra di ghiaccio. È inutile spostare il discorso su presunte tensioni razziali che non esistono, non è così che si risolve il problema. A Chiasso ci sono bambini delle più svariate nazionalità e tra di loro vanno d'accordo. Il problema, ribadisco, è che questo 14enne ha bisogno di aiuto."

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