
È stato durissimo l'attacco della Consigliera nazionale Roberta Pantani nei confronti di Don Feliciani, reo di "utilizzare l’altare della chiesa quale pulpito privilegiato per i suoi sermoni politici" (vedi articolo suggerito). Secondo la parlamentare il parroco domenica scorsa ha lanciato di nuovo "strali contro le forze dell’ordine", colpevoli di aver “deportato donne migranti innocenti con bambini in lacrime” e di accogliere "le prostitute sul nostro territorio, senza batter ciglio".
Ma l'attenzione di Pantani si è concentrata anche sul ruolo dei chierichetti, funzione che ai suoi tempi era "molto ambita" e che ora, secondo la parlamentare, sarebbe occupata da migranti per mancanza di persone: "Se quello delle prostitute deve essere un chiodo fisso del nostro predicatore" scrive la consigliera nazionale, "il suo amore per i migranti rimane invece incondizionato, tanto da utilizzare per la funzione di chierichetti, bambini provenienti da altre culture, migranti pure loro. Ora, con tutto il rispetto dei bambini, che sono uguali in tutto il mondo, mi chiedo quale sia la recondita ragione di tale atto".
"I tempi sono cambiati" aggiunge Pantani. "La crisi delle vocazioni passa anche dai chierichetti e siccome il Feliciani la gente dalla chiesa la fa uscire piuttosto che entrare, l’unica possibilità rimastagli è quella di mettere a suo servizio bimbi che fino a ieri delle funzioni ecclesiastiche probabilmente non avevano mai sentito parlare".
Parole dure, che hanno ferito la madre dei due figli in questione, tutt'altro che migranti: "Che povera gente quella che per farsi bella, non avendo argomenti di spessore, deve..." scrive la signora, che aggiunge una nota di cronaca: "Sono fiera di essere la mamma di questi due chierichetti. Solo per chiarire...andavano in Chiesa ancora prima di giungere a Chiasso e scoprire la pochezza umana".
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