
Una settantina di persone ha assistito ieri pomeriggio alla posta della nuova Madonnina del Penz, giunta da Lourdes in treno in occasione del Pellegrinaggio diocesano dello scorso mese di agosto.
Benedetta dall'arciprete di Balerna, Don Gian Pietro Ministrini, il simulacro ha le sembianze tradizionali della Madonna di Lourdes ed è collocato nell'incavo di un masso di granito di 2,5 tonnellate, che a sua volta è posato su una base dello stesso materiale di 1,5 tonnellate. Acquistata dall'avvocato Gian Mario Pagani, è stata scolpita da Carmelo Mazza, sindaco e scalpellino di Lodrino, mentre il materiale proviene dalla cava Elio Sangiorgio SA. Ad accogliere la nuova statua erano presenti anche gli eredi Chiesa, proprietari del terreno su cui è stata posata.
La necessità di trovare una nuova statua per il terreno del Penz era nata dalla rimozione, ordinata dalla Pretura di Mendrisio-Sud, del simulacro precedente, realizzato dall'artista iracheno Selim Abdullah. Una raffigurazione della Madonna meno tradizionale che non era mai piaciuta agli eredi Chiesa, che ne avevano chiesto la rimozione. La Parrocchia di Chiasso aveva sgomberato i luoghi senza però restituire il simulacro classico. Da qui la decisione degli eredi Chiesa di farne realizzare uno nuovo.
Non ha quindi stupito, ieri, l'assenza di colui che più di tutti aveva difeso la Madonnina di Abdullah, Don Gianfranco Feliciani. Interpellato dal Corriere del Ticino, l'arciprete di Chiasso si è limitato ad un laconico "no comment".
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