
“Nessuna moschea in Via D’Alberti”. Il Municipio di Chiasso ha risposto quest’oggi all’interrogazione del consigliere comunale leghista Gian Paolo Ferrari, che qualche mese si era chiesto se le autorità fossero a conoscenza delle attività praticate in un appartamento in via D’Alberti 10.
L’esecutivo ha sottolineato, nella sua risposta, come non sussista necessariamente un implicito nesso tra gli attentati terroristici in Europa e l’eventuale presenza di un centro islamico a Chiasso. Ricordando come l’art.15 della Costituzione federale preveda la libertà di credo e coscienza, le autorità comunali spiegano che è noto che la struttura in questione sia stata adibita a luogo di preghiera e d’incontro frequentato da persone di fede mussulmana, ma “che possa anche essere definito quale moschea, appare enfatico”.
La persona di riferimento è inoltre "nota alle autorità competenti, ma l’ente pubblico comunale non è in grado di indicare se si tratti di una guida spirituale riconosciuta o istituzionale.”Stando al Municipio, la Polizia comunale non è mai intervenuta sul sedime “poiché non si sono mai verificati problemi.”
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