
Dalla vigilia di Natale non si trova più alla Farera. L’autore della violenta aggressione ai danni della sua ex compagna e dei genitori di lei, messa in atto il 7 novembre a Chiasso, è stato posto in regime di espiazione anticipata della pena, in attesa del processo.
Il carcere sofferto fino al giorno della sentenza verrà detratto dalla condanna che inevitabilmente gli verrà inflitta. Il 36enne si è assunto la responsabilità del gesto. E’ reo confesso. Il reato al vaglio della procuratrice Valentina Tuoni è di tentato omicidio. L’inchiesta dovrà però valutare l’eventuale premeditazione all’origine del dramma che si è consumato in via Antonio Chiesa 10.
Un dramma d'amore, originato dal tentativo del 36enne di riallacciare i rapporti con la sua ex compagna. Tentativo osteggiato dai genitori della donna e sfociato nella violenta aggressione dei tre familiari, avvenuta all’interno dell’appartamento in cui vivevano. Ad aver avuto la peggio, è stata la madre, colpita violentemente alla testa con il manubrio di un monopattino. Dopo un lungo coma farmacologico, la donna ora è fuori pericolo.
L’inchiesta prosegue e come detto si tratta di capire se l’uomo ha agito in preda a un raptus oppure si è recato nell’appartamento delle vittime con l’intenzione di aggredirle. Il 36enne, difeso dall’avvocato Massimiliano Parli, come detto ammette i fatti ma contesta la tesi della premeditazione.
Matteo Bernasconi
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