
Non tutto è ancora tornato alla normalità al Centro Culturale Chiasso (CCC), dove secondo alcuni consiglieri comunali si registrerebbe un clima di "paura e disagio" tra i dipendenti.
Il Municipio di Chiasso ha subito risposto alle perplessità dei consiglieri comunali, affermando che in realtà tutti i collaboratori del CCC "sono contenti e fieri di continuare a lavorarvi" e biasimando gli interroganti per la sospetta tempistica delle loro domande (vedi articoli suggeriti).
Una risposta che non ha soddisfatto tutti, dato che pochi giorni dopo è partita all'indirizzo del Municipio una seconda interrogazione, da parte di un gruppo interpartitico capitanato dalla socialista Denise Maranesi.
Questa seconda interrogazione non ha ancora avuto risposta. Ma intanto si scopre, sul Corriere del Ticino di oggi, che l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) ha avviato delle verifiche sulle condizioni di impiego al CCC, in particolare al Max Museo. Gli accertamenti, che devono accertare il rispetto di tutta una serie di disposizioni della legge sul lavoro, sarebbero scattati a seguito di una segnalazione proveniente dall'interno del Comune. Gli ispettori devono inoltre ancora sentire il datore di lavoro, ovvero il Municipio di Chiasso, la segreteria comunale e i vertici del CCC. Allo stadio attuale non è quindi ancora possibile sapere se siano state riscontrate irregolarità o situazioni allarmanti.
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