
Un solo comune a sud di Melide? Il progetto, sottoposto dal Dipartimento delle istituzioni ai sindaci dei comuni del Mendrisiotto e Basso Ceresio la scorsa settimana, ha generato reazioni contrastanti nei municipi del distretto e spacca in due anche i nostri lettori. Il sondaggio che avevamo lanciato "Siete d'accordo con la proposta?", ha infatti raccolto il 43% di "Sì", a fronte di un 45% di "No, mai" e un 12% di "No, è troppo presto".
"Val Mara" o "Ceresio"?
Lo scenario aggregativo che era stato originariamente proposto ai comuni, prevedeva la costituzione del comune di "Val Mara" (cinque Comuni del Basso Ceresio) e di "Mendrisiotto" (dodici Comuni dell’agglomerato urbano Chiasso-Mendrisio). Proprio "Val Mara", sembrava piacere, ma negli anni ha già sollevato ampi dubbi nella sua possibile applicazione.
Jean Claude Binaghi, non nasconde la sua approvazione proprio per lo "scenario Val Mara" piuttosto che per quello del comune unico: "Il Mendrisiotto unico? Sarà futuro-futuro-futuro-futuro... Il Cantone ha un po' scartato l'opzione Val Mara, non valutando a fondo tutti i vantaggi." Nella visione del sindaco di Maroggia trova soprattutto spazio l'idea di un'aggregazione tra tutti i comuni che si affacciano sul lago Ceresio, includendo così anche Brusino, Riva S.Vitale e Capolago (attualmente quartiere di Mendrisio ndr): "Il lago che unisce, io ci credo. Occorre però trovare la giusta sensibilità nell'unire montagna e lago, ma con buona volontà potremmo farcela."
Proprio a questo proposito, altri si definiscono però decisamente meno possibilisti: "Due anni fa, in una precedente consultazione, ci siamo mossi per un primo passo con i comuni della Val Mara - spiega Fausto Medici, sindaco di Riva S.Vitale - Nel frattempo abbiamo anche avviato una collaborazione con loro per quanto concerne la direzione degli istituti scolastici, ma non è andata bene." All'origine delle difficoltà, il "conciliare le necessità" tra lago e montagna: "Se ci si vuole aggregare, occorre farlo con agglomerati di una certa sostanza, che abbiano la capacità organizzativa. Nessuno dei nostri comuni ha la forza e l'esperienza organizzativa per portare avanti tali lavori." Parere condiviso anche da Bissone: "Difficile aiutarci con Arogno e Rovio, è complicato unire comuni di lago e montagna - afferma il sindaco Andrea Incerti - Noi saremmo più per una visione comune attorno al Ceresio, coinvolgendo quindi Morcote e Melide piuttosto. Con i comuni del progetto Val Mara abbiamo comunque deciso di organizzare degli incontri periodici per stabilire come lavorare insieme. Si possono fare tante cose, senza l'obbligo di aggregarsi."
Mendrisio e Chiasso sotto lo stesso tetto?
Se numerosi quesiti si ponevano sulla possibile aggregazione della sola Val Mara, ancora di più ne sorgono riflettendo sull'opportunità di un unico comune per tutto il Mendrisiotto e Basso Ceresio. Mendrisio è già riuscita a inglobare quali "quartieri" diversi comuni circostanti, Breggia ha invece unito la Valle di Muggio, ma l'aggregazione del Basso Mendrisiotto è rimasta poco più che un progetto mai andato in porto. Complicato immaginare allora che a breve i due poli regionali, Mendrisio e Chiasso, sappiano mettere da parte i campanilismi per unirsi sotto lo stesso tetto.
"Pura fantasia unire tutti da Melide a Chiasso" sostiene anche chi attualmente non fa nemmeno parte del Mendrisiotto: "Un progetto lontano, forse fra 200 anni si potrà!" afferma sorridendo il sindaco di Bissone: "Mendrisio non era presente all'incontro col Cantone e forse già questo è indice del fatto che unirsi a Chiasso è un'utopia." Proprio dalla cittadina di confine, il sindaco non chiude però la porta a nessuno: "In Municipio ne abbiamo già parlato negli ultimi anni - racconta Bruno Arrigoni - Siamo aperti a qualsiasi soluzione, quindi ci potrebbe stare bene, ma vedo difficile farlo in un colpo solo. Dall'oggi al domani un comune unico è un po’ difficile. Sarebbe più opportuno optare per una soluzione step by step." Il sindaco chiassese allude proprio alla già discussa fusione del Basso Mendrisiotto, sulla quale però, "i comuni vicini non ci sentono". Alla consultazione essi hanno infatti sostanzialmente ribadito un "o tutto o nulla" che preoccupa Arrigoni: "Non vorrei che diventi un alibi questa cosa." Stuzzicato sulla dualità con Mendrisio, il sindaco non nasconde i dubbi sulla necessità di un ampio lavoro: "Dovremmo prepararla bene una fusione unica. La problematica c’è in entrambi i poli. Nel distretto però si lavora già insieme, con collaborazioni intercomunali e su questo vogliamo continuare."
Il dualismo Chiasso-Mendrisio è qualcosa che in tanti nella regione percepiscono, come il capo dell'esecutivo di Riva S.Vitale: "Difficile immaginare un comune unico. Ho sempre vissuto pure io il dualismo Mendrisio-Chiasso… - spiega Fausto Medici - ma se si vuole fare qualcosa di ben fatto, il polo deve essere uno solo, non se ne possono avere due che vogliono ognuno una cosa diversa dato che il territorio è ristretto. Se si vuole guardare avanti veramente, ci si unisca tutti quanti. Se aggregazione dev'essere, che sia a polo unico."
Alessia Ponti solleva però un interrogativo che è sulla bocca di tanti: "Le tempistiche sono troppo strette", afferma il sindaco di Castel San Pietro, comune nel quale da anni si sono fusi Campora, Monte e Casima. "Siamo contrari e lo ribadiremo. Immaginare che entro il 2020 tutti riescano a mettersi insieme ci sembra molto illusorio." Meglio allora una soluzione "step by step", come ventilato da Arrigoni? "Siamo abbastanza contrari al procedere per tappe, ci sembra un procrastinare… Il nostro comune in ogni caso finanziariamente oggi è abbastanza solido, non abbiamo problemi." L'entrata in un "calderone unico" all'esponente del PPD sembra quasi sia posta come una necessità, che riconosce solo sul lungo termine: "Non ci piace l’idea, però il buonsenso porta a dire che forse, fra un 10-20 anni, sarà lo scenario da seguire, con il minor numero possibile di comuni in tutto il Ticino. Lo capiamo, ma solo a lungo termine."
Insomma, per l'aggregazione unica nel Mendrisiotto e Basso Ceresio i tempi non sono di certo ancora maturi, ma chissà che la nuova spinta del Piano cantonale delle aggregazioni non possa veramente promuovere nel giro di qualche anno uno scenario difficilmente ipotizzabile fino a qualche tempo fa. Difficile sarà però superare certe posizioni e organizzare le fila. Basti pensare a risposte e garanzie sul progetto che ancora non sono arrivate da Bellinzona. Il Comune di Stabio per esempio, già nel 2014 si schierò contro il comune unico del Mendrisiotto, per il timore di un "inevitabile livellamento delle prestazioni offerte" alla popolazione. A quasi tre anni da quella risposta, ci comunica l'Esecutivo, la reticenza al progetto persiste, in attesa di nuove eventuali documentazioni e rassicurazioni sui dettagli dello scenario aggregativo.
OC
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